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L’incredibile concorso della Malaysia Airlines: “Cose da fare prima di morire”

La compagnia malese tristemente nota per i due disastri aerei di quest’anno ha invitato gli utenti a stilare la propria “ultimate bucket list”, ovvero la lista di cose da fare prima di morire. Ma di fronte a una valanga di critiche la Malaysia Airlines è stata poi costretta a ritirare il particolare concorso.
A cura di Susanna Picone
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Della Malaysia Airlines quest’anno si è parlato tantissimo ma purtroppo la compagnia aerea malese non è stata mai nominata per dare qualche buona notizia. Tristemente nota per i due terribili disastri aerei di quest’anno – l’8 marzo un volo decollato da Kuala Lumpur è misteriosamente scomparso mentre il 17 luglio un altro aereo della compagnia è stato abbattuto nei cieli dell’Ucraina – anche questa volta la Malaysia Airlines è stata travolta da una valanga di critiche. Ma questa volta, fortunatamente, non per un incidente aereo quanto per una campagna di comunicazione lanciata dalla stessa compagnia malese. “My ultimate bucket list”, ovvero “la lista di cose che vorrei fare prima di morire”: è questa l’ultima trovata della compagnia aerea. Un concorso parte di una campagna di comunicazione nata proprio con l’obiettivo di ripulire l’immagine della compagnia, ovviamente compromessa dopo i due terribili disastri aerei e per questo in profonda crisi. Il concorso della Malaysia Airlines proponeva ai partecipanti di stilare la propria lista di cose da fare prima di morire: i 16 vincitori avrebbero vinto un iPad o due biglietti aerei andata e ritorno per la Malaysia. Ma quella “bucket list”, proprio alla luce delle persone morte sui due aerei malesi, non è piaciuta a tanti e infatti la compagnia è stata travolta da una valanga di critiche per il concorso, che era rivolto ad Australia e Nuova Zelanda e che è poi stato ritirato dal sito della Malaysia Airlines.

Malaysia Airlines in crisi dopo i due disastri aerei

I due incidenti del 2014 si sono fatti sentire pesantemente per la compagnia aerea malese. Negli ultimi mesi quasi 200 membri dell’equipaggio hanno presentato le proprie dimissioni e sono davvero pochi coloro che scelgono di viaggiare ancora con quella che prima delle due sciagure era sicuramente considerata una compagnia sicura e di prima fascia. Nei due tragici incidenti aerei dell’8 marzo e del 17 luglio sono morte complessivamente 537 persone.

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