Circa 2.800 palestinesi sono stati letteralmente polverizzati dalle bombe sganciate da Israele a Gaza

Circa 2.800 palestinesi potrebbero essere stati letteralmente polverizzati dalle bombe termobariche sganciate da Israele su Gaza: è quanto afferma un'inchiesta giornalistica realizzata da Al Jazeera e intitolata The Rest of the Story, secondo cui migliaia di persone sono letteralmente scomparse nel nulla dalla Striscia: di loro, adesso restano solo frammenti di carne e ossa, grumi di sangue e spesso solo cenere.
Dall'inizio della guerra a Gaza, all'indomani del 7 ottobre 2023, Israele ha di fatto raso al suolo gran parte della Striscia di Gaza riducendo interi quartieri in macerie: in circa due anni e quattro mesi è stata documentata la distruzione di decine di migliaia di edifici civili, tra case, palazzi, scuole, moschee, attività commerciali e strutture sanitarie, spesso abitate o frequentate da civili i cui corpi non sono mai stati recuperati. Non solo: soldati e ingegneri militari israeliani hanno piazzato cariche di esplosivo sulle strutture pericolanti e avviato demolizioni controllate, mentre i bulldozer blindati hanno sistematicamente raso al suolo un edificio dopo l'altro seppellendo migliaia di persone.

Secondo le testimonianze raccolte dai giornalisti di Al Jazeera, tuttavia, a rendere di fatto irreperibili circa 2.800 persone è stato l'impiego massiccio di armi termobariche – illegali secondo il diritto internazionale – fornite dagli Stati Uniti: denominate bombe a vuoto o aerosol, esse sono in grado di generare temperature superiori a 3.500 gradi centigradi, un valore 35 volte superiore al punto di ebollizione dell'acqua (100 gradi). Il calore è generato dal tritonal, una miscela di TNT e polvere di alluminio.
Ma come si è arrivati a stimare 2.800 morti polverizzati o "evaporati"? Il portavoce della protezione civile di Gaza Mahmoud Basal ha spiegato che le squadre hanno confrontato il numero noto di abitanti di ciascuna casa con i corpi recuperati. "Se una famiglia ci dice che all'interno c'erano cinque persone e noi recuperiamo solo tre corpi intatti, trattiamo i restanti due come ‘evaporati'. Lo facciamo solo dopo che una ricerca approfondita non ha prodotto altro che tracce biologiche: schizzi di sangue sui muri o piccoli frammenti umani", ha spiegato.
D'altro canto anche il direttore generale del Ministero della Salute palestinese a Gaza, Munir al-Bursh, ha osservato che è "chimicamente inevitabile" che il corpo umano esposto ad alte temperature "evapori e si trasformi in cenere", poiché siamo composti per l'80% da acqua. L'indagine ha individuato diverse bombe di fabbricazione statunitense utilizzate nella Striscia, tra le quali la MK-84 "Hammer", la bomba anti-bunker BLU-109 e la bomba di GBU-39; quest'ultima sarebbe stata impiegata in un raid alla scuola di al-Tabin, nella parte orientale di Gaza City. La BLU-109, invece, è stata utilizzata in un attacco ad al-Mawasi, un'area che Israele aveva precedentemente dichiarato "zona sicura" per i palestinesi sfollati, facendo sparire 22 palestinesi.
Finora Israele ha ucciso più di 72.037 persone e distrutto quasi il 90 per cento delle infrastrutture del territorio.