Christina ritrovata dopo 32 anni: non fu rapita, era scappata e ha vissuto sotto un altro nome

Per oltre trent’anni il suo nome è rimasto associato a un caso di possibile rapimento. Ora, però, è emersa la verità. Ed è assai diversa da quella ipotizzata fin dall’inizio: Christina Marie Plante, scomparsa a 13 anni nello Stato USA dell'Arizona nel 1994, non era stata sequestrata. Era fuggita volontariamente.
La svolta è arrivata solo di recente, quando gli investigatori della Gila County Sheriff’s Office sono riusciti a rintracciarla e a parlarle direttamente. A quel punto è emerso un quadro che ha chiaramente sorpreso considerato come erano state portate avanti le ricerche per decenni.
A confermarlo è stata la stessa donna, oggi 44enne: all’epoca si era allontanata di propria iniziativa, perché non si trovava bene nel contesto in cui viveva. Non solo: secondo quanto riferito dalla capitana Jamie Garrett, Christina non era sola. Avrebbe lasciato casa con l’aiuto di alcuni familiari con cui era già in contatto.
"È stato uno shock", ha raccontato Garrett durante la trasmissione Jesse Weber Live di NewsNation. "Probabilmente non era felice del posto in cui viveva, né delle persone che le stavano accanto, e ha scelto di fuggire. Le ho detto: ‘Eravamo convinti che qualcuno ti avesse rapita. Il caso era stato trattato come un reato’".
Si tratta di un dettaglio che non era mai emerso nelle indagini iniziali e che cambia radicalmente la lettura della vicenda. Per anni, infatti, si era ritenuto che la ragazza fosse stata vittima di un crimine. Christina era scomparsa nel maggio del 1994 dalla piccola cittadina di Star Valley, nei pressi di Phoenix, dopo essere uscita per andare a vedere il suo cavallo in una stalla vicina a casa.
Dopo la fuga, la donna ha costruito una nuova vita, lontana dal passato. Ha raccontato di aver vissuto per anni sotto un’altra identità e di considerare quella precedente "una vita ormai chiusa".
Per questo motivo ha scelto di non fornire ulteriori dettagli sulla sua storia. Le autorità hanno confermato che non verranno diffuse altre informazioni, sottolineando la necessità di "tutelarne la privacy e il benessere".