Polemiche e scontri a distanza tra Francia e Turchia non si fermano. Risalgono a pochi giorni fa infatti le dichiarazioni del presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan contro Emanuel Macron. Frasi che invitavano i suoi connazionali a boicottare i prodotti francesi e che denunciavano il comportamento "islamofobo" dei paesi Europei dove, secondo lui, " I musulmani sono trattati alla stregua degli ebrei da parte dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale”. Pronta era arrivata la solidarietà degli altri leader europei tra cui il presidente del consiglio Giuseppe Conte, che in un messaggio in francese su Twitter aveva scritto: "Le parole rivolte dal presidente Erdogan al presidente Macron sono inaccettabili. Le invettive personali non aiutano l’agenda positiva che l’Ue vuole perseguire con la Turchia ma, al contrario, allontanano le soluzioni. Piena solidarietà al presidente Emmanuel Macron".

Adesso Erdogn ha un nuovo bersaglio: l'ultima copertina della rivista satirica francese Charlie Hebdo. Nella vignetta si vede una caricatura del presidente turco, raffigurato in mutande e intento a sollevare l'abito di una donna musulmana mentre sorseggia un drink che esclama "oooh il profeta". I legali di Erdogan hanno presentato ufficialmente una querela alla procura di Ankara contro Charlie Hebdo. La notizia è stata riportata dall'agenzia di stampa turca Anadolu. La denuncia si aggiunge a un procedimento già aperto d'ufficio dalla procura della capitale turca. Erdogan ha dichiarato che: "Non c'è nulla da dire su queste canaglie. La mia collera non è dovuta all'attacco ignobile contro la mia persona, ma agli insulti contro il profeta" Maometto".
Posizione prontamente rilanciata anche sui social network dalle più alte cariche istituzionali di Ankara. Il portavoce del presidente Ibrahim Kalin ha twittato parole simili: "Condanniamo fermamente la pubblicazione della rivista francese, che non rispetta alcun credo, sacro e di valore, sul nostro Presidente. Rivelano solo le proprie dipendenze e immoralità. Non è un attacco ai diritti personali, all'umorismo e alla libertà di espressione".