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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

“Centinaia di studenti finiranno per strada”: Israele taglia acqua ed elettricità all’Unrwa in Cisgiordania

Lo scorso 29 dicembre è stato approvato un emendamento che vieta la fornitura di elettricità e acqua alle strutture dell’Unrwa, il direttore generale dell’agenzia Onu per i profughi palestinesi: “Vogliono restringere ulteriormente lo spazio umanitario in Cisgiordania”.
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Baha Awad, direttore dell’istituto Columbia Training Center
Baha Awad, direttore dell’istituto Columbia Training Center
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La chiamano “la terra di nessuno”, Qalandia, città tra Gerusalemme e Ramallah.

Tagliata dal muro di separazione, Qalandia risulta essere sotto amministrazione israeliana, perché parte di Gerusalemme Est, ma le persone qui denunciano che il governo israeliano non fa niente per loro. Nonostante ciò ogni giorno sono costrette ad attraversare l'omonimo checkpoint, il più grande e pericoloso della Cisgiordania, per poter andare a lavoro o a studiare a Gerusalemme.

Poco distante dal grande schieramento di torrette militari e dall’esercito del checkpoint, dentro l’unica zona verde tra palazzi abusivi e spazzatura, si trova il primo e unico centro di formazione professionale dell’Unrwa. Oggi sotto ordine di chiusura israeliana.

L’ingegnere Baha Awad, direttore del centro UNRWA denominato Columbia Training Center, si asciuga le lacrime mentre racconta dei suoi studenti. "Riceviamo tra le 500 e le 600 domande ogni anno ma possiamo prendere solo fino a 350 studenti. Questa è la nostra capacità perché non ci è permesso effettuare nuove costruzioni. Inoltre, la crisi finanziaria dell'UNRWA non ci permette di assumere più personale e lavorare anche di pomeriggio. Una volta che questa scuola non sarà più operativa, 350 tirocinanti verranno buttati fuori. Parliamo di circa 400 persone che perderebbero l'opportunità di imparare al Columbia Training Center”, spiega il direttore a Fanpage.it.

Questo centro è stato fondato nel 1953 dall'UNRWA per i profughi palestinesi di tutta la Palestina storica, oggi qui vengono a imparare un mestiere profughi da tutti i campi della Cisgiordania occupata.

"Forniamo esclusivamente formazione professionale per giovani profughi palestinesi. Il nostro target sono i ragazzi dai 15 ai 19 anni che desiderano intraprendere un'istruzione professionale. Offriamo 16 specializzazioni divise in tre dipartimenti diversi: il dipartimento elettrico e informatico, il dipartimento automobilistico e quello di meccanica di precisione e saldatura. Anche in estate forniamo corsi a breve termine; proprio quest'estate abbiamo fatto diplomare 96 persone”, continua l’uomo.

Ciò che rende questo luogo unico è che all’interno della struttura ci sono anche un convitto con una capacità di 300 posti, un ristorante che offre tre pasti giornalieri, un infermiere sempre presente nell’edificio e un consulente per gli studenti. Inoltre una volta diplomati gli studenti vengono seguiti dall'unità di orientamento professionale che li accompagna durante l'inserimento nel mondo del lavoro.

“Quest'anno”, continua il professor Awad, “abbiamo persino introdotto un kit di orientamento nelle scuole, così i ragazzi possono venire a conoscenza delle opportunità che questo centro offre. Inoltre studiamo il mercato del lavoro attraverso comitati consultivi esterni che analizzano il nostro curriculum e suggeriscono quali competenze aggiungere. Parliamo di un sistema completo che inizia dalla scuola e finisce nel mercato del lavoro. Francamente, non esiste un altro posto in Cisgiordania in grado di fornire tale formazione. È un dato di fatto”.

Abir Ismail, responsabile dell’informazione pubblica dell’UNRWA
Abir Ismail, responsabile dell’informazione pubblica dell’UNRWA

Ma il 28 ottobre 2024 la Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato a larghissima maggioranza due leggi con cui definisce l'Unrwa un'organizzazione terroristica e vieta all'Agenzia dell'Onu di condurre “qualsiasi attività” all'interno di Israele, a Gerusalemme Est e nella Cisgiordania occupata. Lo scorso 29 dicembre è stato invece approvato un emendamento a queste due leggi, che vieta la fornitura di elettricità e acqua alle strutture di proprietà o gestite dall’ UNRWA.

A Gerusalemme Est il quartier generale dell’UNRWA è stato già preso dai militari israeliani ed evacuato del proprio personale, mentre sei scuole UNRWA sono state chiuse a maggio dello scorso anno. Oggi oltre 800 bambini non hanno più accesso all’istruzione gratuita fornita dall’agenzia Onu. “Hanno già interrotto le nostre operazioni a Gerusalemme Est e ora stanno cercando di prendersi anche questo centro di formazione. Questo centro, così come il nostro compound a Sheikh Jarrah, non è proprietà israeliana. In parte è proprietà giordana e lo gestiamo dagli anni '50. Noi continuiamo a ripetere che forniamo servizi ai profughi palestinesi. Non siamo un organismo politico, non abbiamo legami di alcun tipo con nessuno. Seguiamo una linea rigorosa di neutralità. Forniamo solo servizi sanitari, educativi e sociali a circa un milione di profughi palestinesi”, dichiara Abir Ismail, funzionaria responsabile ad interim dell'informazione pubblica dell’UNRWA per il settore della Cisgiordania. “Taglieranno prima acqua ed elettricità e poi prenderanno il controllo di questa struttura. Accadrà nei prossimi 15 giorni, parliamo di centinaia di studenti che ogni giorno ricevono servizi educativi essenziali e che rimarranno per strada", continua.

Il presidente generale dell’UNRWA, Ronald Friedrich
Il presidente generale dell’UNRWA, Ronald Friedrich

Intanto il presidente generale dell’UNRWA, Ronald Friedrich, è stato dichiarato “persona non gradita” da Israele e gli è stato negato il visto così come a tutti gli altri funzionari che si trovavano fuori dal paese e hanno provato a rientrare. Per questo motivo siamo obbligati a intervistarlo online. “Queste leggi israeliane sono una violazione del diritto internazionale”, ci spiega il dottor Friedrich, “sia le leggi originali che il nuovo emendamento sono in contraddizione con gli obblighi di Israele in quanto Stato membro, obblighi stabiliti dalla Carta delle Nazioni Unite; sono in contrasto con l'obbligo di Israele di facilitare le operazioni umanitarie dell'ONU, come dichiarato dalla Corte Internazionale di Giustizia nel suo parere consultivo di ottobre di quest'anno; e sono anche in contraddizione con l'obbligo di Israele di proteggere e rispettare i privilegi e le immunità delle Nazioni Unite, inclusa l'UNRWA in quanto agenzia ONU. Queste nuove leggi, o meglio gli emendamenti, sono in chiara violazione degli obblighi internazionali e fanno parte di una politica più ampia volta a limitare e restringere ulteriormente lo spazio umanitario in Cisgiordania”.

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