Caso Epstein, la principessa norvegese Mette-Marit che compare nei file si difende: “Mi ha manipolato”

"È estremamente importante per me riconoscere di non aver indagato a fondo sul suo passato e anche di essere stata manipolata e ingannata".
A pronunciare queste parole in un'intervista andata in onda nella serata di ieri, giovedì 19 marzo, è stata la principessa Mette-Marit, futura regina di Norvegia, parlando dei suoi rapporti stretti con il finanziere Jeffrey Epstein, condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni e morto suicida in carcere nel 2019.
L'intervista di circa 20 minuti, rilasciata all'emittente pubblica norvegese Nrk, si è tenuta nella residenza di Skaugum. In questi giorni si sta avviando alla sua conclusione il processo per stupro a carico del figlio della principessa, Marius Borg Høiby, che rischia sette anni e sette mesi di carcere.
Il nome di Mette-Marit, una donna di origini non nobili che ha sposato il principe ereditario Haakon nel 2001, è comparsa nei nuovi file sul caso Epstein resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense all'inizio di quest'anno.
I documenti hanno rivelato un'amicizia inaspettatamente stretta tra i due e hanno sollevato interrogativi in Norvegia sulla possibilità che Mette-Marit possa diventare regina. Una prima dichiarazione in cui esprimeva rammarico per il suo rapporto con il finanziere pedofilo è stata ritenuta insufficiente, ricorda la Bbc.
Pochi giorni dopo l'inizio del processo in cui è imputato il figlio aveva rilasciato delle "profonde scuse" ai norvegesi e al re Harald V e alla regina Sonja. "Alcuni dei contenuti dei messaggi scambiati tra me ed Epstein non rappresentano la persona che voglio essere", aveva spiegato.

"Avrei preferito non averlo mai incontrato – ha detto ancora durante l'intervista di ieri sera – Ma è importante per me chiarire che in questa situazione non c'è alcuna colpa da parte mia. Sono tutte le vittime che hanno subito gravi abusi a meritare giustizia".
Parlando ancora delle survivors che da anni denunciano le violenze di Epstein, la principessa ha detto di provare una "rabbia immensa per il fatto che non l'abbiano ricevuta". Mette-Marit ha raccontato ancora di aver incontrato Epstein tramite conoscenti comuni.
"Era un caro amico di una mia cara amica. Erano persone di cui mi fidavo, mi fidavo del loro giudizio", ha affermato la principessa. "Per me è importante mantenere la mia integrità in questa vicenda. Quindi, non rivelerò altri nomi né cercherò di incolpare qualcun altro. È mia responsabilità non aver indagato a sufficienza", ha aggiunto.
Per la principessa quella con Epstein era un'amicizia, nonostante il tono di alcune mail abbiano scatenato nei mesi scorsi insinuazioni che Mette-Marit ha negato categoricamente.
Tra le altre cose, ha fatto scalpore anche un messaggio che la principessa ereditaria aveva inviato a Epstein in cui sembra insinuare di essere a conoscenza dei precedenti del finanziere, già condannato nel 2008 da un tribunale della Florida per aver "procurato" ad alcuni politici ragazze e dei ragazzi minorenni.
"Ti ho cercato su Google dopo la precedente email. Concordo, non mi ha fatto una bella impressione :)", è il contenuto di quel messaggio dell'ottobre del 2011.

La principessa durante l'intervista si è difesa così: "Non sapevo che fosse un molestatore o un aggressore sessuale. Se avessi avuto informazioni in tal senso, non avrei messo quella faccina sorridente".
Quando la stampa ha esaminato i documenti relativi al caso Epstein, è emerso che nel gennaio 2013 la principessa era stata ospite di Epstein a Palm Beach, in Florida, per diversi giorni.
"Quando è arrivato l'ultimo giorno del nostro soggiorno, lui mi ha messo in una situazione che mi ha fatto sentire così insicura che ho chiamato Haakon", ha ricordato.
"Ma sono rimasta in contatto con lui per un po' di tempo dopo quell'episodio", aggiunge, pur non approfondendo a che tipo di episodio facesse riferimento. Stando a quanto appreso da Nrk, non si tratterebbe di un'aggressione sessuale.
"Credo di aver continuato ad avere rapporti con lui perché era così manipolatore da sfruttare il fatto che avessimo un amico in comune e la mia ingenuità. Mi piace credere nella parte migliore delle persone. Ma poi ho scelto di interrompere i contatti con lui, proprio a causa di episodi come quello accaduto in Florida".