Caso Epstein, arrestato l’ex ministro britannico Peter Mandelson: è accusato di abuso d’ufficio

Peter Mandelson, 72 anni, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti ed ex ministro, è stato arrestato. Gli agenti di Scotland Yard lo hanno fermato nella sua casa di Londra, nell'ambito dell'indagine penale sulle informazioni e i documenti governativi riservati condivisi, quando era ministro, con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. L'accusa nei suoi confronti è di abuso d'ufficio.
Considerato uno dei personaggio più influenti dell'ambiente politico laburista (specialmente del New Labour, la corrente il cui volto è stato Tony Blair), Mandelson dal 2025 era l'ambasciatore a Washington su nomina del premier britannico Keir Starmer. Era stato anche consigliere di Starmer durante le elezioni del 2024, vinte dai laburisti. Il rapporto con il primo ministro – che ha detto di non essere a conoscenza della profondità dei legami tra Epstein e Mendelson – è stato una delle questioni politiche più dibattute nel Regno Unito nelle ultime settimane.
Il nome di Mandelson appare moltissime volte nei file che riguardano Epstein e i rapporti del finanziere con i potenti del pianeta. A causa di questo, a settembre aveva perso l'incarico di ambasciatore e poche settimane fa ha abbandonato anche il suo posto nella Camera dei Lord.
Nonostante il contenuto dei file abbia suscitato interesse nel pubblico soprattutto per gli stretti rapporti personali, gli scandali sessuali e la partecipazione a feste ed eventi, non è su questo che verte l'indagine che ha portato all'arresto di Mandelson. È emerso, infatti, che quando ricopriva l'incarico di ministro delle Imprese durante il governo del laburista Gordon Brown avrebbe condiviso delle informazioni riservate.
Non è chiaro se l'arresto dell'ex ambasciatore, ministro e anche commissario europeo (dal 2004 al 2008) chiuderà lo scandalo politico nel Regno Unito. Nelle scorse settimane, gli attacchi a Mendelson si sono rapidamente trasformati in attacchi a Starmer, colpevole di averlo scelto per incarichi di prestigio. La scorsa settimana, l'arresto dell'ex principe Andrea ha segnato una prima svolta nella vicenda dei rapporti con Epstein. L'accusa nei suoi confronti, peraltro, è la stessa rivolta a Mendelson: abuso d'ufficio, per aver condiviso informazioni riservate proprio con Epstein quando ricopriva un incarico pubblico.
Man mano che le indagini proseguono, resta da vedere quale sarà l'impatto sulla politica britannica. E quanto si allargherà il raggio dell'inchiesta. Anche perché restano molti dei cosiddetti Epstein files da pubblicare.
E non si tratta degli unici documenti rilevanti nella vicenda. A febbraio, il Parlamento britannico ha votato per obbligare il governo a pubblicare tutti i documenti che riguardano la nomina di Mandelson ad ambasciatore e il periodo in cui è stato capo missione. La prima tranche arriverà a marzo, ha fatto sapere il segretario capo del primo ministro Darren Jones.
I funzionari del governo stanno ancora analizzando i documenti in questione. Tutto quello che può avere un impatto sulla sicurezza nazionale o sulle relazioni internazionali sarà inviato a una commissione parlamentare indipendente, che valuterà cosa vada oscurato. Le pubblicazioni, poi, avverranno in diverse tranche. Un'eccezione è un documento in particolare che, stando a quanto ha dichiarato Jones, è oggetto delle indagini di Scotland Yard. Perciò, potrà essere pubblicato solo più avanti, dopo aver consultato la polizia.