Alla settimana della moda di Parigi, Carla Bruni-Sarkozy finge una crisi respiratoria da Coronavirus e divampa la polemica. Un episodio avvenuto pochi giorni fa, la scena è stata diffusa in rete e sta creando grandi polemiche sui social network, soprattutto da parte di chi sta vivendo il dramma del Coronavirus sulla propria pelle.

Il video, pubblicato da un'emittente francese, vede Carla Bruni incontrare Sidney Toledano, presidente di Lvmh Fashion Group. I due si avvicinano e si baciano nonostante lui inviti la ex première dame a stare attenta. Carla Bruni minimizza: "Ma certo, baciamoci, non facciamo gli stupidi! Noi siamo della vecchia generazione! Non abbiamo paura di nulla, non siamo femministe e non abbiamo paura del Coronavirus. Nada!". Un istante dopo, Carla Bruni simula una crisi respiratoria iniziando a tossire. Le immagini stanno facendo il giro sui social network e sta provocando sgomento e indignazione.

Le scuse di Carla Bruni

A poche ore dalla circolazione del video online, è stata la stessa ex première dame a spiegare l'accaduto attraverso un post Instagram, scusandosi per lo scherzo di cattivo gusto che risale, tuttavia, ad alcune settimane fa: "Sono stata filmata senza essermene resa conto. Un montaggio malvagio ha deliberatamente dato un carattere schifoso a questo mio scherzo, che non riflette i miei sentimenti". 

Le ultime notizie sul Coronavirus

Gli aggiornamenti sull'emergenza in tempo reale, anche in Italia, invitano a restare con l'attenzione altissima. Le ultime notizie sul Coronavirus, in Italia da oggi 15 marzo, in attesa del bollettino ufficiale aggiornato della Protezione civile vedono 21157 contagiati, di cui 1966 guariti e 1441 deceduti. È la prima domenica in Italia dopo il decreto #iorestoacasa. Chiusi i negozi eccetto supermercati, farmacie e le restanti attività che offrono beni e servizi essenziali. Anche la Francia, come in Italia, ha chiuso tutto a partire dalla mezzanotte: pub, cinema, caffè, ristoranti e discoteche dovranno rimanere chiusi, così come tutte le attività commerciali non essenziali. Potranno restare aperti alimentari, farmacie, tabaccai e banche.