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Brasile, le ultime news sull'assalto al Parlamento

Brasile, governo licenzia i vertici della polizia di Brasilia: “Complici dei golpisti di Bolsonaro”

Ricardo Cappelli, segretario esecutivo del ministero della Giustizia brasiliano, ha esonerato tutti i vertici delle forze di sicurezza della capitale Brasilia, accusati di comportamento omissivo nei confronti dei golpisti.
A cura di Davide Falcioni
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Dopo il tentato golpe di domenica sera, il governo brasiliano punta il dito non solo contro i mandanti politici afferenti all'ex presidente Bolsonaro, ma anche contro le forze dell'ordine che non hanno in alcun modo impedito l'assalto alle sedi di Presidenza, Congresso e Corte Suprema.

Ricardo Cappelli, segretario esecutivo del ministero della Giustizia brasiliano, ha infatti esonerato tutti i vertici delle forze di sicurezza della capitale Brasilia, accusati di comportamento omissivo nei confronti dei golpisti.

Tra i congedati vi sono il comandante della Truppa d'assalto, il maggiore Gustavo Cunha; il capo del dipartimento delle operazioni, colonnello Eduardo Naime; il segretario esecutivo e commissario della polizia federale, Fernando Souza Oliveira, e Marília Ferreira de Alencar, sottosegretaria all'Intelligence. L'atto amministrativo firmato da Cappelli – nominato dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva commissario per l'intervento federale nel Distretto di Brasilia – formalizza anche il licenziamento del colonnello Fábio Augusto Vieira, ex comandante generale della polizia militare, che si trova in carcere.

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Giudice della Corte Suprema vieta i blocchi stradali

Nel frattempo, onde evitare che esplodano nuove violente proteste, il giudice della Corte suprema brasiliana (Stf), Alexandre de Moraes, ha proibito l'occupazione e il blocco di strade o autostrade, nonché qualsiasi manifestazione organizzata davanti agli edifici pubblici. La decisione risponde a una richiesta dell'Avvocatura generale dello Stato (Agu), che si basava sulla notizia che gruppi estremisti di destra, anche loro legati a Bolsonaro, avrebbero convocato via Telegram nuove contestazioni nella capitale, Brasilia, e negli altri capoluoghi del Paese. Il togato ha inoltre disposto che Telegram, entro due ore, blocchi canali, profili e account di gruppi legati all'ex presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, rende noto Cnn Brasil.

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In caso di violazione dei divieti, è prevista la sanzione di 20 mila reais alle persone fisiche e di 100 mila reais alle persone giuridiche. Moraes ha poi determinato che gli agenti degli organi di pubblica sicurezza debbano, sotto pena di responsabilità personale, arrestare le persone che occupano od ostruiscono le strade. "Assolutamente niente giustifica l'esistenza di accampamenti pieni di terroristi, sponsorizzati da vari finanziatori e con la compiacenza delle autorità civili e militari in totale sovversione del necessario rispetto della Costituzione federale", ha scritto Moraes, uno degli undici componenti della Stf. "E assolutamente niente giustifica l'omissione e la connivenza delle autorità locali con i criminali che, in precedenza, annunciavano che avrebbero commesso atti violenti contro i Poteri costituiti, come viene ora riproposto in un nuovo susseguirsi di post nei gruppi dell'applicazione digitale Telegram", ha concluso il magistrato.

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