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Attacco all'Iran di Israele e USA

Bloccato in Sri Lanka dopo l’attacco all’Iran, Francesco: “10mila euro per tornare in Italia, è vergognoso”

L’appello di Francesco, bloccato in Sri Lanka insieme alla famiglia dopo la chiusura degli scali degli Emirati Arabi Uniti a seguito dell’attacco di USA e Israele contro l’Iran: “Oltre 10mila euro per tornare a casa, con primo volo disponibile tra una settimana dalla Thailandia. Ci sentiamo abbandonati”.
A cura di Ida Artiaco
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"Siamo fuori dalla zona di guerra ma non so come riportare la mia famiglia in Italia perché lo scalo internazionale più importante del mondo è bloccato e perché per l'unica nostra via di fuga devo spendere per sei persone 10mila euro".

Mentre decine di cittadini italiani sono bloccati nei paesi del Golfo dopo l'attacco di USA e Israele contro l'Iran e le bombe lanciate da Teheran in risposta, altre decine di connazionali non possono tornare a casa pur trovandosi altrove dopo la chiusura dello spazio aereo sugli Emirati Arabi Uniti, dal momento che gli aeroporti di Dubai ed Abu Dhabi sono tra i più importanti scali internazionali per chi viaggia da e per il Medioriente. Lo sa bene Francesco, di Roma, che ci ha contattato mentre è in Sri Lanka, dove era andato con la compagna, il figlio di tre anni, la famiglia del fratello e una coppia di amici "per una vacanza low cost".

Sabato sarebbero dovuti rientrare in Italia ma l'attacco di USA e Israele all'Iran li ha costretti a cambiare programma. "Avevamo un volo prenotato con Etihad – spiega Francesco a Fanpage.it -. Quando siamo arrivati all'aeroporto di Colombo abbiamo scoperto che il nostro aereo era in ritardo. Ma ci hanno fatto ugualmente imbarcare. Poi, dopo un'ora di attesa, ci hanno fatto scendere e abbiamo dovuto aspettare altre sei ore prima che un funzionario della compagnia ci dicesse che il volo era stato cancellato fino a data da destinarsi e che, in buona sostanza, ci saremmo dovuti arrangiare da soli. Da allora, non ci hanno più dato nuove comunicazioni. Poi ci siamo trasferiti in un posto vicino allo scalo, ma ci sentiamo completamente dimenticati, in primis dal governo italiano".

Francesco, infatti, ripete che le istituzioni italiane stanno trascurando chi è fuori dai Pesi del Golfo ma comunque non riesce a tornare a casa. "Siamo riusciti a parlare con l'Ambasciata a Colombo, che ci ha suggerito o di rimanere in Sri Lanka aspettando che la situazione torni sotto controllo (ovviamente a nostre spese) oppure trovare una compagnia europea che ci possa riportare in Italia. Ma le soluzioni che abbiamo trovato sono vergognose. Qualche esempio? Potremmo raggiungere Bangkok, in Thailandia, dove però un volo ITA per 6 persone verrebbe a fare oltre 10mila euro, oltre al fatto che la prima partenza disponibile sarebbe il 12 marzo, cioè tra una settimana", ci spiega.

Da qui, il suo appello: "Io non mi aspetto che l'Italia mandi un aereo militare a recuperare tutti i suoi cittadini però dovrebbe mettere in condizione quelli che riescono ad avere accesso ad altri canali per tornare a casa di poter prenotare dei voli a prezzi umani. Mi sento abbandonato con dei bambini di 3 anni che hanno bisogno di cure. Io non ce li ho 10mila euro per riportare la mia famiglia a casa, né posso rimanere in Sri Lanka a tempo indeterminato, perché ho anche un lavoro e i bambini devono andare a scuola. Stiamo in uno stato continuo di allerta e non esistiamo per il governo", conclude.

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