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Birmania, una donna urta un monaco: un morto, dieci feriti, moschea e case distrutte

Nuovo episodio di violenza contro la minoranza islamica. Un incidente che normalmente non avrebbe avuto alcuna eco diventa il pretesto sufficiente per distruggere un villaggio.
A cura di Redazione
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Il movente della tragedia è sproporzionatamente piccolo, pretestuoso. La miccia corta ed altamente infiammabile è stata accesa da un incidente comune: una donna urta un monaco che, a causa della collisione, fa cadere la ciotola delle elemosina a terra. E' accaduto nel villaggio a prevalenza islamica di Oakkan, a circa 100 km a nord di Yangon in Birmania, paese in cui la convivenza tra la maggioranza buddista e le minoranze cristiane e musulmane non è facile. Dopo l'incidente subito si alzano i toni, si usano mani e armi improprie. Dei locali hanno raccontato che dopo l'accaduto sono arrivate 200-300 persone in moto che hanno distrutto una moschea. Gli scontri hanno causato un morto, decine di feriti e case distrutte. La polizia era assente.

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