Bimba segregata in casa per 8 anni da mamma e nonni, salvata nel 2022: inizia il processo in Germania

Un'infanzia trascorsa in completo isolamento dal mondo esterno. È quella che è stata costretta a vivere una bambina che è stata segregata per i primo otto anni della sua vita nella casa con i nonni e la madre, che non le hanno permesso neanche di frequentare la scuola.
La piccola è stata liberata dalla polizia ad Attendorn, in Germania, nel settembre 2022 e la bambina, che oggi ha 12 anni, evidenzia gravi disturbi dello sviluppo sociale e motorio.
La madre, 49 anni, è accusata di sottrazione di minore, sequestro di persona, maltrattamento di persona affidata alla sua custodia, lesioni personali e violazione dei doveri di assistenza e educazione.
Il processo contro di lei e i suoi genitori è iniziato oggi, mercoledì 7 gennaio. Il nonno, però, non si è presentato al processo, adducendo motivi di salute, anche se senza presentare un certificato medico.
La presidente del Tribunale di Siegen ha quindi sospeso il dibattimento che dovrebbe riprendere il 12 gennaio. Resta ancora da decidere se il processo contro il nonno debba essere separato da quello contro le due donne.
Come ricostruiscono i quotidiani tedeschi, i genitori della piccola erano divorziati e la madre aveva simulato di essersi trasferita in Italia con la bambina per sospendere ogni contatto con l'ex marito.
Solo quando le autorità italiane hanno confermato che la bambina non risiedeva all'indirizzo dichiarato, la polizia tedesca si è attivata e ha fatto partire le indagini.
L'obiettivo ora è fare piena luce su tutta la vicenda. La bambina, oggi adolescente, vuole sapere perché, secondo quanto sostiene l'accusa, non le era permesso avere amici e le erano consentiti solo i contatti con la madre e i nonni.
Secondo la Procura, la bimba ha vissuto esclusivamente in casa e non è nemmeno mai stata visitata da un medico fino al 23 settembre 2022, giorno in cui è stata salvata.
I primi anni di vita di un bambino sono considerati cruciali perché, secondo gli esperti, sono formativi per lo sviluppo. Durante le indagini la ragazza non aveva testimoniato perché interrogarla sarebbe stato troppo traumatico. Ora, invece, il tribunale ha convocato la 12enne come testimone, quindi potrebbe parlare durante le prossime udienze.
A quanto si apprende, nessuno dei tre imputati è stato posto in custodia cautelare. Secondo un portavoce del tribunale, la madre rischia una pena detentiva compresa tra uno e 15 anni, mentre i nonni fino a 11 anni.