Il brutale delitto di Anibel Gonzàlez Ureña, una avvocatessa di trentasei anni, risale al 30 agosto scorso, ma in questi giorni il caso di cronaca nera registrato a Santo Domingo è arrivato anche sui giornali italiani a causa del coinvolgimento di un imprenditore italiano. Si tratta di Elio Pendin, un imprenditore di Malo (Vicenza) di settantuno anni che da qualche tempo vive nella Repubblica Dominicana. A quanto ricostruito dai media, l’italiano è stato arrestato per concorso in omicidio e poi scarcerato su cauzione. È coinvolto nel caso della morte dell’avvocatessa perché sarebbe lui l'ultimo proprietario della pistola usata per uccidere la donna. A quanto ricostruito finora, sicuramente l’imprenditore italiano non è l’uomo che ha premuto il grilletto per uccidere la donna: il presunto omicida di Anibel Gonzàlez Ureña è, infatti, il suo ex marito e padre delle sue tre figlie. L’uomo, un quarantaduenne che era già stato in carcere dopo una condanna per tentato omicidio della stessa ex moglie, il 30 agosto scorso avrebbe ucciso Anibel per poi suicidarsi.

La versione dell’imprenditore italiano che respinge le accuse – In questo terribile caso di omicidio-suicidio sarebbe adesso coinvolto l’italiano proprio perché, secondo quanto accertato nel corso delle indagini, proprietario dell’arma del delitto. Per il momento l’uomo ha respinto ogni accusa dicendosi del tutto estraneo alla vicenda: avrebbe dichiarato di aver consegnato la sua arma a un poliziotto per il rinnovo del porto d'armi ed evidentemente quest’ultimo avrebbe consegnato la pistola all’assassino. “Sono stato ingenuo”, avrebbe aggiunto Pendin cercando di difendersi dalle accuse.