Argentina, 15enne uccide compagno di scuola: “Aveva detto alla mamma che avrebbe ammazzato tutti”

Tragedia a San Cristóbal, nella provincia di Santa Fe: un adolescente ha ucciso un compagno di 13 anni a colpi di pistola nella scuola ‘Mariano Moreno’. Altri due studenti feriti. Pare che l’aggressore fosse bullizzato e aveva problemi familiari, ma era considerato un “bravo studente” anche se “introverso”.
A cura di Biagio Chiariello
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La scuola dove il 15enne ha ucciso un compagno in Argentina
La scuola dove il 15enne ha ucciso un compagno in Argentina

Una tragedia difficile da spiegare ha scosso la città di San Cristóbal, in provincia di Santa Fe, in Argentina. Lunedì mattina, nella scuola Mariano Moreno, un ragazzo di 15 anni ha sparato a un compagno di due anni più giovane, uccidendolo. Altri due studenti sono rimasti feriti. Secondo i testimoni, l’aggressore ha aperto il fuoco quattro o cinque volte prima che qualcuno riuscisse a fermarlo.

Molti genitori e vicini descrivono il ragazzino come un “bravo ragazzo” e “studioso”, quasi impossibile da collegare a un gesto simile. “È davvero un ragazzo tranquillo, va al club a giocare a basket, non ti aspetti che possa reagire così”, racconta una madre, come riporta il quotidino Clarin. Un’immagine che contrasta con quanto emerge dalle testimonianze raccolte dai vicini e dalla famiglia: il giovane era stato vittima di episodi di bullismo da parte di alcuni compagni e affrontava serie difficoltà in ambito familiare.

L’avvocato Néstor Antonio Oroño ha confermato che il 15enne era seguito da uno psicologo: “Ha avuto tentativi di autolesionismo, come tagliarsi le braccia”. Secondo Oroño, il giovane non mostrava segni di pericolosità: “È introverso, passa molto tempo al computer e ha pochi amici”.

Anche la madre di una studentessa della scuola ha raccontato la difficile situazione familiare a seguito del drammatico episodio: la figlia di 18 anni ha assistito all’accaduto, mentre la sorella più piccola non vuole più tornare a scuola. Un’altra madre, che ha chiesto di rimanere anonima, ha aggiunto dettagli sul contesto domestico: la madre del ragazzo avrebbe problemi psicologici, il padre problemi di droga e un passato violento. “Anni fa ha rinchiuso un creditore in un capanno e lo ha picchiato”, ha detto la donna.

Nonostante le difficoltà personali, il giovane era considerato un buon alunno. “Subiva bullismo e lo aveva raccontato alla madre. Se ne parlò a scuola, ma non venne fatto nulla. Secondo quanto raccontato, il ragazzo avrebbe minacciato di uccidere tutti, compresa una compagna di classe”.

Gli studenti descrivono l’aggressore come un ragazzo del terzo anno del turno mattutino, appassionato di basket nel club di fronte alla scuola. L’episodio ha sorpreso molti, vista la sua apparente normalità. “È il figlio della ragazza che ci porta la bombola del gas tutti i giorni, non ti aspetti che possa sparare”, racconta un genitore.

Marcelo Andreychuk, sindaco di San Cristóbal, ha confermato che, fino a quel momento, il ragazzo era considerato studioso e senza precedenti segnalazioni di comportamenti pericolosi. “Né il municipio né la provincia avevano ricevuto denunce che lasciassero presagire un evento del genere”, ha spiegato.

Per quanto riguarda le condizioni dei feriti, il giovane più grave, 13 anni, è stato trasferito in codice rosso a Rafaela con pallini in volto e collo. È lucido e stabile, ma sarà trasferito all’ospedale Orlando Alassia di Santa Fe per cure più complesse. Un altro adolescente di 15 anni ha riportato ferite lievi a braccio e torace ed è fuori pericolo.

La scuola è stata evacuata e il municipio ha decretato 48 ore di lutto. Secondo le autorità, non si tratterebbe di un problema interno alla scuola: l’aggressore non aveva precedenti nel sistema educativo e non erano state segnalate criticità durante tutto il suo percorso scolastico.

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