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Arabia Saudita, sfida la legge che vieta alle donne di guidare e muore tragicamente al volante

L’incidente è avvenuto sabato scorso nel nord dell’Arabia Saudita: la donna era al volante di un’auto insieme ad un’amica rimasta ferita. Voleva guidare e seguire l’esempio di chi, prima di lei, ha provato a far qualcosa per cancellare questa legge che limita la libertà delle donne arabe.
A cura di Susanna Picone
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L’incidente è avvenuto sabato scorso nel nord dell’Arabia Saudita: la donna era al volante di un’auto insieme ad un’amica rimasta ferita. Voleva guidare e seguire l’esempio di chi, prima di lei, ha provato a far qualcosa per cancellare questa legge che limita la libertà delle donne arabe.

In Arabia Saudita c’è una legge che impedisce alla donne di mettersi al volante di un’auto e di guidare. C’è chi lo ha fatto lo stesso, convinta evidentemente dell’ingiustizia di quel divieto e, quasi per uno scherzo del destino, è rimasta vittima della sua stessa “trasgressione”. Sabato scorso è avvenuto infatti nella provincia di Hael, nel nord dell’Arabia Saudita, un incidente stradale che ha ucciso una ragazza alla guida di un’automobile: lei era una giovane saudita da tempo attivista del movimento che si batte per consentire alle donne di mettersi alla guida come fanno gli uomini. È morta sul colpo mentre l’amica che viaggiava con lei è rimasta ferita ed è stata ricoverata in ospedale.

Non è stata la prima donna a trasgredire il divieto di guida

Si parla di tragica fatalità ma qualcuno ha anche insinuato dei dubbi riguardo l’effettiva natura dell’incidente e l’ha fatto direttamente sulla pagina facebook di un’altra donna che nel maggio dello scorso anno ha voluto trasgredire (e documentare) quel divieto. Sicuramente un esempio per la giovane saudita rimasta uccisa, lei è Manal al-Sherif, 32enne consulente informatico che, per aver pubblicato un video su Youtube che la ritraeva chiaramente alla guida di un’automobile, è stata arrestata e spedita in prigione per 10 giorni.

La sua voglia di ribellione però non era stata scalpita dalla pena inflitta: la donna, dopo la sua vicenda, ha continuato a spingere le autorità competenti ad eliminare questo divieto per poter insegnare a guidare anche alle donne. “Teach me how to drive so I can protect myself”, così lei su Facebook chiede “Human rights and Equality” e la sua battaglia ha fatto crescere la voglia di ribellione e di uguaglianza in tantissime altre donne arabe costrette a subire questo divieto come tanti altri presenti nel Paese.

Al momento chi di competenza non sembra aver preso molto in considerazione la battaglia delle donne tanto che a settembre un’altra è stata frustata perché beccata alla guida (ed era anche in possesso di una patente internazionale). Nessuna delle ragazze di Manal al-Sherif sembra comunque intenzionata ad abbandonare questa battaglia necessaria anche perché nel loro Paese risulta difficile spostarsi con altri mezzi. È consuetudine dei tassisti, per esempio, non far salire le donne sulle loro vetture se non sono accompagnate da un uomo della loro famiglia.

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