Apartheid in Israele: autobus separati per i cittadini palestinesi

Malgrado un recente dossier dell'Onu abbia sentenziato che Israele deve smantellare tutte le sue colonie in Cisgiordania, la situazione nei territori occupati peggiora sempre di più per i cittadini palestinesi, ormai con ogni evidenza vittima di aparheid. Emma Mancini, collaboratrice di Globalist, racconta infatti che la compagnia di trasporti pubblici israeliana Afikim ha annunciato la creazione di linee riservate ai palestinesi, per venire incontro alle proteste e alle lamentele dei coloni: i lavoratori palestinesi prendono abitualmente l'autobus per recarsi a lavoro al di là del muro di separazione.
Non si è fatto attendere il commento del Ministero dei Trasporti israeliano: "Le nuove linee – si legge in un comunicato ufficiale – non sono linee separate per palestinesi, ma piuttosto due diverse linee per migliorare i servizi offerti ai lavoratori arabi che entrano in Israele dal checkpoint di Eyal. Il Ministero non è autorizzato a impedire a nessun passeggero di salire a bordo di un mezzo di trasporto pubblico: la creazione delle nuove linee è stata fatta con il completo accordo dei palestinesi". Sarà, ma intanto la nuova linea viene pubblicizzata solo in lingua araba e nei villaggi palestinesi. "Il tentativo di segregazione è palese e le giustificazioni fornite (‘rischio per la sicurezza' e ‘eccessivo affollamento') non possono permettere il camuffamento di una politica razzista", ha commentato il direttore esecutivo dell'associazione israeliana per i diritti umani B'Tselem, Jessica Montell.
Legalmente, non c'è però modo di impedire ai lavoratori palestinesi di salire sugli autobus dei coloni: "Non siamo autorizzati a rifiutare il servizio e non ordineremo a nessuno di scendere dall'autobus – ha commentato un autista della compagnia Afikim – Ma a partire dalla prossima settimana, ci saranno controlli ai checkpoint e ai palestinesi sarà chiesto di salire sui loro autobus. Sicuramente, tutti grideranno all'apartheid e al razzismo. Non è così, forse il Ministero avrebbe dovuto trovare un'altra soluzione, ma ad oggi la situazione è impossibile da gestire". Non si tratta certamente di una politica nuova: più volte i palestinesi sono stati costretti a scendere dagli autobus su ordine della polizia israeliana.