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Ankara, muore un manifestante: è il quinto

Il ragazzo, di 26 anni, era stato colpito alla testa da un lacrimogeno il primo giugno scorso. Intanto Erdogan continua ad annunciare tolleranza zero.
A cura di Davide Falcioni
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Era stato ferito alla testa da un lacrimogeno durante gli scontri del primo giugno ad Ankara: dopo 13 giorni di agonia, ricoverato nel reparto di terapia intensiva di un ospedale della capitale – il 26enne Ether Sarisuluk è stato oggi dichiarato morto. E' la quinta vittima degli scontri che da settimane infiammano la Turchia, in particolare Istanbul e Ankara. Intanto oggi il premier Erdogan ha lanciato la proposta di indire un referendum su Gezi Park: proposta – tuttavia – che è stata rispedita al mittente dai manifestanti e bollata come una presa in giro: il referendum infatti riguarderebbe solo il progetto di ricostruzione di un'antica caserma ottomana, mentre su altre decisione come quella di demolire un centro culturale non si torna indietro.

E dopo la proposta di referendum Erdogan è tornato a usare le maniere forti: "La nostra pazienza è finita – ha scritto in un tweet -. Faccio questo avvertimento per l'ultima volta. Non possiamo aspettare di più perché Gezi Park non appartiene alle forze di occupazione, ma al popolo". Successivamente ha ribadito con altri cinguettii l'intenzione di non tollerare oltre i manifestanti: "Dico sinceramente ai miei fratelli ambientalisti, di ritirarsi da lì, vi prego e lasciateci fare con la frangia terrorista del gruppo. Noi puliremo Gezi Park" e "Gezi Park non è un posto per l'occupazione. Ecco perché ribadisco il mio avvertimento un'altra volta. Madri e padri, prendetevi cura dei vostri figli e portateli fuori di lì".

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