Amanda Knox e Lorena Bobbitt sono state ospiti insieme al festival del crimine di Whashinghton. E sono diventate amiche. L'ex studentessa assolta per l'omicidio della coinquilina Meredith Kercher a Perugia nel 2007 e la 49enne che nel 1993 salì agli onori delle cronache per aver evirato il marito John Wayne Bobbitt, si sarebbero ritrovate nella comune rabbia verso i media: "Ci hanno sfruttato per fare soldi". "La gente – hanno detto in un'intervista rilasciata a Fox 5 – si aspetta che persone come noi striscino sotto una roccia per la vergogna. Stiamo dimostrando che non siamo i personaggi che pensavate". "Io e Lorena – ha detto Amanda –  abbiamo molte cose in comune. La nostra partecipazione al Festival del crimine è stata un momento storico per le donne offese e umiliate". "Grazie anche ai documentari, abbiamo sostanzialmente rivendicato le nostre storie – ha detto Lorena – Ora le persone conoscono la verità su ciò che è accaduto. È molto importante per noi trasmettere il messaggio giusto. Siamo degli esseri umani proprio come voi, proprio come la gente seduta davanti alla televisione. Siamo donne e ci supportiamo l'un l'altra".

Il caso Bobbitt risale al 1993. Era il 23 giugno quando Lorena Leonor Gallo amputò parte del pene a suo marito John Wayne Bobbitt mentre dormiva nella loro casa di Manassas, in Virginia. Dopo aver lasciato il marito sanguinante salì in auto e si allontanò da casa gettando la parte amputata dell'organo dal finestrino. Le forze dell'ordine recuperarono il frammento e lo consegnarono ai medici che nel frattempo avevano soccorso Bobbitt, al quale venne ricucita la parte mancante con un delicato intervento chirurgico. Lorena si giustificò dicendo che lo aveva fatto in un momento di rabbia dovuto alle violenze domestiche di cui era vittima dal marito. Fu assolta per temporanea infermità mentale, ma le fu ingiunto di farsi curare per 45 giorni in un ospedale psichiatrico. Assolto anche lui dalle accuse di abusi domestici, Bobbitt tentò una carriera di pornodivo sfruttando la popolarità che il fatto gli aveva portato. Durante questa esperienza fu accusato da altre donne di violenza e finì in carcere.

Il caso Kercher ha visto la sua definitiva conclusione con l'assoluzione in Cassazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall'accusa dell'omicidio della 22enne Meredith Kercher. Dopo aver sfiorato la condanna e aver visto il suo nome sulle prima pagine dei giornali italiani per anni, l'americana Amanda si è data alla carriera da giornalista e scrittrice. A distanza di 12 anni dai fatti si ritiene vittima dei media che l'avrebbero data in pasto all'opinione pubblica con dettagli di ogni genere sulla sua vita privata, senza rispetto per la sua dignità.