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Ali Khamenei, chi era la Guida Suprema dell’Iran uccisa nell’attacco Israele-Usa e cosa sappiamo sulla sua morte

Chi era Ali Hosseini Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran ucciso nell’attacco di USA e Israele: la conferma del decesso da parte di Donald Trump dopo ore di dichiarazioni e smentite sulla sua morte.
A cura di Ida Artiaco
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Ali Hosseini Khamenei è morto. Donald Trump prime e i media statali iraniano dopo hanno confermato il decesso della Guida Suprema nell'attacco di USA e Israele dopo che per ore era circolata sui media di Tel Aviv la notizia dell'uccisione dell'Ayatollah e dopo che una foto del cadavere del leader di Teheran è stata mostrata a Benjamin Netanyahu. Mentre per le strade della Capitale iraniana c'è chi festeggia e si sentono applausi dalle finestre, si pensa già a chi possa essere il suo successore e alle possibili conseguenze che una situazione del genere potrebbe comportare.

Chi era Ali Hosseini Khamenei

L’ayatollah Ali Hosseini Khamenei, nato nel 1939 a Mashhad (città santa per gli sciiti), era la guida suprema dell’Iran, di cui è stato anche presidente dal 1981 al 1989, e il massimo esponente nazionale del clero sciita. Era da 36 anni al timone del Paese, artefice della repressione della nazione.

Durante la Rivoluzione iraniana Khamenei è stato una figura chiave e intimo consigliere di Khomenei. È stato nominato membro del Consiglio della Rivoluzione e ha partecipato alla fondazione del Partito della Repubblica Islamica dirigendo i Guardiani della Rivoluzione. Dopo le dimissioni dell’ayatollah Ali Montazeri, nel 1979, Khamenei ha raggiunto gli apici del potere come guida delle preghiere del venerdì di Teheran. Nel giugno 1981 Khamenei è sfuggito a un attentato durante una conferenza stampa, anche se la bomba – nascosta in un registratore – lo ferì in modo permanente, perdendo l'uso di un braccio. Proprio quell'anno fu eletto presidente dell’Iran con il 97,09%, diventando il primo religioso a ricoprire la carica.

Ideologicamente, Khamenei si presentava come il custode dei valori della rivoluzione islamica. Ma il suo modello reale era chiaramente autoritario e repressivo, finalizzato a garantire la sopravvivenza del regime. Le proteste esplose ancora alla fine dello scorso dicembre in diverse città iraniane, represse duramente dalle autorità con un bilancio – secondo alcune fonti – di decine di migliaia di morti, hanno evidenziato l'ennesima frattura profonda tra establishment e società.

Il giallo sulla notizia della morte

Nel giorno del massiccio attacco condotto da USA e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio, per ore i media di Tel Aviv avevano riportato la notizia che Khamenei potesse essere morto durante i raid. Poi il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato che verosimilmente Khamenei era stato ucciso. A lui ha fatto eco Donald Trump: "Sembra che la notizia della morte di Khamenei sia giusta". Addirittura, una fonte ha fatto sapere che Israele ha ottenuto una foto del corpo dell'Ayatollah.

Pochi minuti dopo è arrivata la smentita da parte dei media iraniani affiliati ai Guardiani della rivoluzione che hanno affermato che la Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, è "saldo al comando" e segue direttamente gli sviluppi del conflitto, citando Mehdi Torabiyan, un membro del team media di Khamenei. Poi, l'annuncio ufficiale del decesso sempre da parte del presidente USA: "Era una delle persone più malvagie al mondo".

Cosa succede ora

Ad esprimere preoccupazioni sul dopo Khamenei è stato tra i primi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "Se sarà confermata la morte di Khamanei certamente ci saranno delle conseguenze, vedremo quali. Vedremo se continueranno a attaccare ancora i paesi del Golfo, cosa che ha provocato la riunificazione di tutti i paesi del Golfo. C'erano divisioni tra Arabia Saudita e Emirati Arabi fino a qualche giorno fa, oggi sono tutti quanti concordi nel denunciare l'attacco", ha spiegato. "A loro va la nostra solidarietà perché non c'entravano niente con l'attacco. Nessuno" dei paesi arabi "ha risposto perché stanno valutando il modo di di reagire", ha aggiunto.

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