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Aerei a rischio per l’estate 2026, allarme di Ryanair e Lufthansa: verso cancellazioni per carenza carburante

La possibile carenza di carburante per aerei dovuta alla crisi in Iran potrebbe costringere le compagnie aeree a cancellare diversi voli per la stagione estiva: è questo l’allarme lanciato dalle compagnie Ryanair e Lufthansa. Uno degli ultimi carichi di jet fuel arriverà in Europa in 9 aprile.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Sono a rischio moltissimi viaggi aerei a causa della guerra in Iran e delle tensioni nello Stretto di Hormuz. L'approvvigionamento di carburante è diventato incerto, mentre il prezzo aumenta rapidamente, anche nel contesto delle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dopo la crisi dovuta alla pandemia che ha messo in ginocchio il settore, il conflitto in Iran sta incidendo profondamente sul trasporto aereo, con conseguenze che arrivano in Europa e possibili cancellazioni di centinaia di aerei nel caso in cui la crisi dovesse continuare ancora a lungo.

Possibili voli cancellati e aumento dei biglietti: l'allarme Ryanair e Lufthansa

Le due più importanti compagnie aeree europee, la low cost Ryanair e la tedesca Lufthansa, hanno lanciato l'allarme sui rischi di approvvigionamento degli hub europei. Almeno 40 aerei potrebbero rimanere a terra in piena stagione estiva, nel caso di Lufthansa. Secondo il Ceo Carsten Spohr, l'aumento dei costi del carburante si ripercuoterà naturalmente sui prezzi dei biglietti. Il cancelliere tedesco Merz è intervenuto approvando un piano per ridurre la tassa sul traffico aereo a partire da luglio per rilanciare il settore dell'aviazione.

Il numero uno di Ryanair, dall'altro lato, ha lanciato un allarme per la possibile interruzione della fornitura di carburante per gli aerei a partire da giugno. Secondo Michael O'Leary, l'Europa potrebbe trovarsi in difficoltà nell'approvvigionamento di carburante a partire da giugno, qualora il conflitto in Medio Oriente non dovesse concludersi entro il prossimo mese, costringendo Ryanair e le compagnie concorrenti a valutare la cancellazione dei voli per la stagione estiva.

Le dichiarazioni delle compagnie aeree europee seguono quanto dichiarato dal direttore generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia. Le interruzioni nell'approvvigionamento di petrolio aumenteranno da aprile e inizieranno a ripercuotersi sul mercato europeo.

L’aumento dei prezzi del petrolio dopo il discorso di Trump

Notizia di poche ore fa è l'aumento dei prezzi del 5% per il petrolio in un contesto di forte tensione internazionale. I barili sono tornati sopra i 100 dollari. I future sul greggio Wti hanno guadagnato il 4,7% intorno a 104,7 dollari al barile, mentre quelli su Brent sono avanzati del 5,65% a 106,76 dollari al barile. Più in generale, l'inasprimento del conflitto (almeno sul piano verbale) preannuncia grandi difficoltà per la seconda metà di aprile. Il settore dell'aviazione europea potrebbe entrare presto in affanno e la carenza di jet fuel si rifletterà sui prezzi, che hanno raggiunto i massimi degli ultimi 40 mesi.

L'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo International Air Transport Association (IATA) ha stimato che circa il 25-30% della domanda europea di carburante per gli aerei arriva dalla regione del Golfo. I paesi mediterranei come Spagna, Italia e Grecia sono quelli maggiormente dipendenti dalle rotte delle petroliere attraverso il Canale di Suez e il Mediterraneo orientale.

I flussi di carburante interrotti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz

Le opzioni per sostituire i flussi di carburante persi in seguito all'interruzione dello Stretto di Hormuz sono poche: l'offerta dai porti mediorientali al di fuori dello Stretto è ridotta. I porti sauditi del Mar Rosso e dell'Oman potrebbero non essere sufficienti a colmare completamente la domanda. A questo si aggiungono le misure adottate dalla Cina e dalla Corea del Sud a protezione delle loro economie.

La Cina, fortemente dipendente dal petrolio iraniano con oltre l'80% che arriva da Teheran a Pechino, ha infatti deciso di ridurre l'esposizione a forniture instabili, cercando fonti alternative quali Russia, Africa e parti del Golfo non coinvolte, oltre che di aumentare le scorte strategiche. La Corea del Sud, invece, si è mossa tramite una manovra correttiva da circa 17 miliardi di dollari per compensare l'aumento dei costi energetici. Il Paese ha previsto un aumento delle scorte di energia e diversificazione dei fornitori con possibile razionalizzazione dei consumi.

Nei primi giorni di aprile è previsto l’arrivo di carichi di carburante destinati all’Europa, tra cui una petroliera diretta al Porto di Rotterdam. Arriverà in Olanda il 9 del mese. Dopo quella data, il rischio di una crisi nell’approvvigionamento resta reale.

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