Conflitto in Ucraina
3 Giugno 2022
10:00

A Severodonetsk un’altra Azovstal: 800 persone e bambini rifugiati nella fabbrica chimica Azot

A Severodonetsk, una delle città obiettivo dei russi, centinaia di persone si sono rintanate nella fabbrica Azot dove sono rimasti ora bloccati dall’avanzata russa.
A cura di Antonio Palma
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Conflitto in Ucraina

Mentre i russi avanzano conquistando terreno in città chiave dell’Ucraina, nel Donbass si rischia un’altra Azovstal, l’acciaieria per settimane circondata dai russi e diventata simbolo della resistenza degli ucraini a Mariupol. Circa 800 persone, compresi donne e bambini, infatti si nascondono nei sotterranei di una fabbrica chimica a Severodonetsk, una delle città obiettivo dei russi, già in gran parte conquistata dall’esercito di Mosca.

La città, che un tempo contava su oltre centomila abitanti, è stata bombardata per giorni ininterrottamente, ed è ormai ridotta a un cumulo di macerie così come era stato per Mariupol ma centinaia di civili e soldati si sono rintanati nella fabbrica Azot dove sono rimasti ora bloccati dall’avanzata russa. Le truppe russe infatti hanno ormai il controllo del centro città e controllano oltre l’ottanta per cento di Severodonetsk.

Secondo il governatore dell'oblast' di Lugansk, Serhiy Gaidai, i combattimenti però proseguono quartiere per quartiere, strada per strada. Lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo nuovo video-messaggio diffuso nelle scorse ore, ha confermato che i russi son entrati in città ma ha aggiunto che l’esercito di Kiev combatte ancora e sta resistendo per non lasciare il pieno controllo di Severodonetsk a Mosca e che le forze ucraine si sono impegnate a combattere “fino alla fine”.

Fondamentali si sono rivelati i bombardamenti di artiglieria a lungo raggio dei russi che stanno pesando sulla battaglia. Uno svantaggio che Kiev conta di poter livellare grazie ai nuovi armamenti promessi dagli Stati Uniti. Bombardamenti che appunto hanno spinto circa ottocento persone a trovare riparto nei rifugi antiaerei dell'era sovietica sotto la fabbrica Azot.

“Ci sono persone del posto a cui è stato chiesto di lasciare la città, ma hanno rifiutato. Ci sono anche bambini, anche se non molti”, ha spiegato Haidai avvertendo che è possibile che ci siano ancora scorte di sostanze chimiche pericolose nella struttura. Come è stato per Azovstal, i russi stanno bombardando la struttura che sta diventando così un cumulo di lamiere e cemento.

Il problema è che la fabbrica Azot, fiore all’occhiello dell’industria locale, è un’azienda chimica e già nei giorni scorsi era scattato un allarme perché, sempre secondo il governatore Gaidai, la fabbrica è stata colpita da un bombardamento russo che ha centrato un serbatoio di acido nitrico.

Lo stato maggiore delle forze armate ucraine ha affermato che le forze d'invasione stanno “conducendo operazioni d'assalto all'interno di Sievierdonetsk”. Del resto la cattura di Sievierdonetsk darebbe a Putin  il controllo di tutta Lugansk, la regione che, con Donetsk, costituisce il cuore industriale ucraino del Donbass.

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