Niente più video alle forze dell'ordine. Un disegno di legge proposto dal governo francese che sta facendo molto discutere e che, se approvato, andrà a vietare la condivisione di immagini di agenti di polizia mentre svolgono il loro lavoro. Secondo l'Eliseo il provvedimento fa parte di un progetto di legge sulla sicurezza e sarebbe un "passo necessario per proteggere le forze dell'ordine da atti violenti". A criticarlo ci sono le associazioni per le libertà civili e i sostenitori della libertà di stampa.

Il disegno di legge vieta di diffondere "con qualsiasi mezzo, allo scopo di danneggiare integrità fisica, morale o psicologica, l'immagine del viso o un qualsiasi altro elemento identificativo di un ufficiale della polizia nazionale durante un'operazione". La sanzione per i trasgressori prevede multe fino a 45mila euro e un anno di reclusione. Le associazioni e le autorità a difesa delle libertà civili hanno attaccato il testo che potrebbe comportare rischi considerevoli per la libertà di informazione. Claire Hèdon, difensore civico dei diritti umani, ha affermato che la pubblicazione di immagini relative a soprusi delle forze dell'ordine è fondamentale per una democrazia funzionante. "Che siano filmati da giornalisti con o senza tesserino o cittadini, i video di denuncia hanno permesso all'argomento di apparire nel dibattito democratico" scrivono i giornalisti dell'agenzia AFP in una lettera congiunta.

Il Governo ha risposto alle accuse secondo cui il disegno di legge costituirebbe una minaccia con le parole del ministro dell'Interno Darmanin, il quale ha precisato che le misure non si applicherebbero ai giornalisti. "Chi assiste a un episodio che rientra nel codice penale, avrà il diritto di filmarlo, ma chi vuole condividerlo ampiamente su Internet dovrà sfocare i volti di poliziotti e gendarmi" ha dichiarato alla radio France Info. I parlamentari che sostengono il disegno di legge hanno sottolineato che il testo è destinato a coprire solo azioni "dannose" e non a impedire alle persone di denunciare le irregolarità di agenti e del corpo di polizia. La giustificazione non ha però convinto l'ufficio dell'Alto commissario per i diritti umani presso le Nazioni Unite, che ha avvertito la Francia sulle derive terribili alle quali potrebbe portare il disegno di legge, considerato una vera e propria minaccia per la libertà di espressione.