In foto: Nicola Zingaretti.
in foto: In foto: Nicola Zingaretti.

Il Partito Democratico si presenterà alle elezioni europee del prossimo 26 maggio con una lista unica a fianco del movimento Siamo Europei di Carlo Calenda, capolista nella circoscrizione Nord-Est. Da questa scelta emerge già la linea fortemente europeista del programma. Una prospettiva che viene dichiarata fin dalle prime pagine del documento, in cui si afferma l'obiettivo di instaurare gli Stati Uniti d'Europa. Il Pd e il suo nuovo segretario, Nicola Zingaretti, si troveranno comunque ad affrontare una sfida importante: se alle ultime europee del 2014 il partito aveva raggiunto il 40,8% dei voti, alle politiche dello scorso marzo è sceso al 18,7% dei consensi.

"Andiamo alle europee con una proposta competitiva, un’alternativa credibile che dia il segno del cambiamento. Abbiamo fatto un immenso sforzo di innovazione per guardare avanti e provare a essere all’altezza della sfida della democrazia italiana che oggi ci presenta un quadro molto preoccupante e che di fronte al grande radicamento di idee pericolose, organizzate attorno ai partiti che sostengono il governo, richiedeva da parte nostra una assunzione di responsabilità", ha detto Zingaretti. I temi trattati sono vari, da quelli più tradizionalmente vicini alla sinistra, come la proposta di un salario minimo o le politiche sociali ed ambientali, a quelli riguardanti investimenti e crescita economica, accomunati da un rifiuto dell'austerità. Il programma, chiamato ‘Una Nuova Europa' è articolato secondo quattro macroaree, definite come "questioni cruciali". Vediamole.

Una nuova Europa con al centro le persone

In questa prima parte, il manifesto dem per le europee si concentra su sviluppo, innovazione, lavoro, coesione sociale e ambiente. I punti sono vari: viene presentata l'idea di un'indennità europea di disoccupazione, pensata specificatamente per i Paesi in recessione o dove i livelli di occupazione restano ai minimi, così come si avanza l'ipotesi di introdurre un salario minimo a livello europeo. Questo garantirebbe una certa omogeneità fra il potere di acquisto nei vari Stati membri dell'Unione, sostenendo il progresso sociale. Si introduce anche la necessità di assicurare una parità di salario fra uomini e donne per favorire l'occupazione femminile e contrastare le disparità di genere.

Per il Pd, inoltre, bisogna implementare un piano straordinario di investimenti per rilanciare crescita e l'occupazione, assicurando sostenibilità sociale e ambientale. Di fronte al cambiamento climatico, si punta ad eliminare alla decarbonizzazione del sistema energetico a fianco di una cultura del riciclaggio in favore dell'economia circolare. Capitale umano, ricerca, infrastrutture materiali e immateriali, energie rinnovabili e welfare sono quindi al centro del piano di bilancio. Il testo si pronuncia inoltre contro il dumping fiscale, nell'ottica di costruire un parametro leale di concorrenza fissando un'aliquota minima a livello europeo al 18%.

È alto il focus sui giovani. Non solo si propone una carta dello studente che faciliti gli accessi a servizi di vario tipo in tutto il continente, ma si teorizza un'europeizzazione dei percorsi di studio e formativi, aumentando i fondi Erasmus e chiedendo il riconoscimento reciproco e automatico dei titoli di studio all'estero. Accesso gratuito a istruzione, assistenza sanitaria, alloggio, alimentazione adeguata e assistenza all'infanzia per tutti i giovani e i bambini, si legge nel testo.

Una nuova Europa vicina ai territori

La lista Pd-Siamo Europei si prefigge anche di tutelare e valorizzare i prodotti, le culture e le diversità dell'Italia. Per questo si chiede sostegno e protezione per la manifattura italiana all'interno del mercato unico, specialmente contro il sottocosto cinese. Ciò può avvenire solo se si investe sulle opportunità della rivoluzione digitale. Viene anche pretesa un'attenzione maggiore all'agricoltura, in modo da preservare la qualità e la sostenibilità del modello agricolo familiare. Il progetto democratico guarda poi alle aree urbane, specialmente alle periferie, dove è necessario creare più coesione e stanziare fondi contro lo spopolamento e l'assenza di servizi.

Una nuova Europa protagonista nel mondo

"L'Europa è la sola risposta che possiamo dare alla globalizzazione e ai suoi effetti negativi in termini di incertezza sociale, di competizione sleale, di insicurezza personale, di timori e paure che scuotono la vita dei cittadini ogni giorno" si legge nel programma. Il Pd si propone quindi di proteggere dall'aggressività della globalizzazione, affrontando allo stesso tempo temi attualissimi, come sicurezza e immigrazione. Si presenta quindi la richiesta di riforma del regolamento di Dublino, optando per un nuovo sistema europeo comune per l'asilo e l'immigrazione, fondato su diritti e solidarietà. Un nuovo partenariato Europa-Africa a promozione dello sviluppo che sradichi la povertà del continente garantirebbe all'Unione un ruolo di leader mondiale nella cooperazione internazionale.

Anche una politica estera di sicurezza e di difesa comune più forte sono un imperativo e prenderebbero forma nel principio di integrazione militare europea e in un Fondo europeo per la Pace. Inoltre, in materia di sicurezza e integrazione per i cittadini, viene ribadita la lotta alla criminalità organizzata, al terrorismo e alla radicalizzazione: per fare questo un progetto di integrazione sociale che parta in primo luogo dai giovani è imprescindibile. "Per ogni euro speso in sicurezza, investire un euro in cultura", conclude poi la sezione.

Una nuova Europa più democratica

L'ultimo punto si concentra sulla necessità di rispondere ai bisogno dei cittadini, degli Stati e delle imprese. In questo senso, afferma il programma del Pd, c'è bisogno di una cittadinanza attiva europea: sono necessari dei fondi interamente dedicati alla promozione e al sostegno del rapporto fra l'Unione e i suoi abitanti. Il Corpo europeo di solidarietà deve essere reso permanente, in modo da raggiungere un'Europa più accessibile, dove le discriminazioni non trovano spazio.

Inoltre, conclude il documento, "in un’Europa veramente democratica, il Parlamento, che rappresenta direttamente i cittadini dell’Unione, e il Consiglio, che rappresenta gli Stati, devono essere sullo stesso piano". Per questo i democratici chiedono uno stop all'unanimità per mettere Parlamento e Consiglio sullo stesso piano riconoscere anche al primo la facoltà legislativa, basata sulla co-decisione e il voto a maggioranza.

Gli alleati del Partito Democratico alle prossime elezioni europee

Il Partito Democratico fa parte del gruppo politico dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) che riunisce il centrosinistra europeo al Parlamento di Strasburgo. Nel S&D confluisce un totale di 38 partiti, provenienti da tutti i 28 Stati membri. Oltre al Pd ci sono anche il partito socialdemocratico tedesco (Spd), il partito socialista francese, il partito laburista britannico e il partito socialista operaio spagnolo (Psoe). Il gruppo ha scelto come Spitzenkandidat l'olandese Frans Timmermans. Lo Spitzenkandidat è una figura che i vari gruppi politici propongono alla presidenza della Commissione europea, affidata al momento a Jean-Claude Junker: il partito che conquista il maggior numero di seggi all'Europarlamento può presentare il proprio candidato a capo della Commissione.