Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, affronta le commissioni Bilancio di Camera e Senato, illustrando la nota di aggiornamento al Def. E lo fa garantendo che ci sarà una diminuzione della pressione fiscale già dal 2019 grazie alla sterilizzazione degli aumenti dell’Iva. Inoltre, le politiche economiche del governo – annuncia il ministro – porteranno a una riduzione del debito pubblico al 126,7% entro il 2021. Tria in commissione afferma che la pressione fiscale diminuirà subito evitando gli aumenti Iva per 12,5 miliardi e “riducendo il prelievo sugli autonomi e sulle pm oltre che sulle società che reinvestono gli utili in occupazione e macchinari”. Per il 2019, ricorda Tria, l’indebitamento netto sarà al 2,4%, “ superiore di sei decimi di punto al valore stimato per il 2018, che consentirà tra l'altro la disattivazione dell'aumento Iva per il 2019. Per il 2020 e il 2021 il deficit è al 2,1% e all’1,8%”.

Per evitare gli aumenti dell’Iva serviranno 5,5 miliardi nel 2020 e 4 nel 2021, secondo quanto spiegato da Tria. Per quanto riguarda la riduzione del debito pubblico, l’obiettivo è di portarlo “dal 131,2% del 2018 al 126,7% nel 2021, sarebbe la prima volta”. E il debito pubblico va affrontato per “ridurre la pressione fiscale e aprire spazi di bilancio”. Il ministro dell’Economia parte dal presupposto che l’Italia vive una situazione di “ritardo nella crescita dell'economia e dell'occupazione, un ritardo non più accettabile a dieci anni dalla crisi”, tanto che “le persone in povertà e in stato di deprivazione materiale sono 17,4 milioni secondo i dati 2017, con una distanza di 4,5 milioni rispetto agli obiettivi di Europa 2020”.

La manovra sarà coraggiosa, ribadisce Tria, affermando che questo non vuol dire che sarà “impavida o irresponsabile: la stabilità finanziaria non può essere raggiunta senza stabilità sociale”. Con la legge di bilancio, inoltre, l’Italia vuole chiedere “flessibilità alla Commissione europea per un piano di investimenti straordinario di messa in sicurezza e manutenzione della rete infrastrutturale italiana che, con il crollo del Ponte Morandi a Genova, ha tragicamente dimostrato che deve essere affrontate con urgenza”.

L'appello ad abbassare i toni con l'Ue

Tria sa che la Commissione europea ha espresso preoccupazione, ma sembra essere fiducioso per la fase di confronto “costruttivo” che si apre ora: “La Commissione potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo delineata dalla manovra. In questo confronto, dichiaro il mio accordo con quanto detto dal presidente della Camera di abbassare i toni”. L’obiettivo della nota di aggiornamento al Def è quello di “dare risposte alle aspettative” della gente e delle imprese, raggiungendo gradualmente “negli anni a seguire” l’obiettivo del pareggio di bilancio.

Il reddito di cittadinanza

Tria difende il reddito di cittadinanza, definito uno “strumento per sostenere categorie vulnerabili che hanno sofferto la crisi, il disegno della misura deve partire dalle istanze sociali e tenere conto degli effetti sul mercato del lavoro. Il reddito di cittadinanza è un investimento di cittadinanza, un investimento della società sulle sue componenti più vulnerabili per far sì che tornino a partecipare in modo attivo nel mercato del lavoro e nella società, con il duplice scopo di garantire la necessaria mobilità del lavoro e un reddito per coloro che si trovano in difficoltà”.

La riforma del sistema pensionistico

Secondo il ministro dell’Economia, anche l’avvio del superamento della legge Fornero in tema di pensioni è fondamentale perché apre “delle finestre per le nuove assunzioni nelle imprese, è un mezzo per affrontare le sfide delle economie di oggi e di domani”. L’obiettivo è rinnovare le competenze, con un turnover che è diventato ormai necessario per intervenire sul mondo del lavoro nel breve e medio periodo. “È necessario accelerare questo processo e dare spazio a nuove generazioni, interrompendo il paradosso che i giovani rimangono fuori” dal mondo del lavoro, conclude Tria.