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Torna lo spettro recessione per l’Italia, attesa per le stime Istat

Attesa per i numeri dell’Istat sul Pil che potrebbero costringere il governo a varare una nuova manovra economica.
A cura di Antonio Palma
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Si fa sempre più largo per l'Italia lo spettro di una nuova recessione economica che possa dire definitivamente addio ai sogni di una rapida uscita del Paese dalla crisi. Dopo il taglio delle stime del Pil da parte del Fondo monetario internazionale, che lo scorso 26 agosto ha tagliato le previsioni di crescita per il 2014 dello 0,3% rispetto alle stime precedenti, infatti il governo attende con molta apprensione le nuove stime preliminari dell'Istat. L'istituto di statistica nazionale dovrebbe diffondere i propri dati mercoledì 6 agosto, ma fin da ora si sa che le previsioni di crescita saranno peggiori  di quelle ipotizzate a giugno quando l'Istat aveva previsto per il Prodotto interno lordo un dato oscillante tra -0,1% e +0,3%. Del resto anche Palazzo Chigi dopo aver valutato attentamente tutti gli indicatori lo staff economico ha deciso di abbassare le previsioni tra il -0,1% e il +0,1%. Si tratta di decimali ma che allo stato dei fatti in una situazione già critica fanno la differenza. Se infatti venisse certificato un nuovo -0,1% dopo quelli dei primi tre mesi sarà recessione tecnica.

Pochi margini per il Governo

Uno stato di cose che inevitabilmente potrebbe costringere il Governo ad una nova manovra economica nonostante le smentite di Renzi. In mancanza di provvedimenti economici adeguati infatti con la mancata crescita si rischia un deficit in aumento al 2,9%, a un soffio dal fatidico 3% imposto dall'Unione europea. Del resto i margini ridotti attorno ai quali è costretto a manovrare il Governo sono dimostrati sia dall'improvvisa marcia indietro dell'Esecutivo sulla vicenda dei pensionamenti degli insegnanti e dei medici, sia dalla questione del mancato allargamento della platea degli 80 euro. Il Premier dal suo canto ha già messo le mani avanti spiegando che "definire le cifre del 2015 è prematuro", e che "in ogni caso non toccheremo le tasse". Del resto "la crescita è negativa da tempo e avviandosi verso lo zero darebbe segnali di miglioramento", ha provato a rassicurare il Presidente del Consiglio che però si prepara già ad un duro confronto in campo europeo.

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