Le scadenze fiscali fissate per il 20 luglio non sono state prorogate ulteriormente, dopo un primo rinvio dal 30 giugno. Molti commercialisti speravano che il governo concedesse loro più tempo, ma le casse dello Stato non potevano più permettersi di rimandare le entrate attese (per un gettito da circa 8,4 miliardi di euro); e così si sono trovati a dover gestire un carico di versamenti all'Agenzia delle Entrate non indifferente. Circa 4,5 milioni di partite Iva hanno dovuto saldare al Fisco quanto dovuto, ma non è finita qui. Infatti, ci sono ancora ben 142 scadenze fiscali fino al 31 luglio. In soli dieci giorni quindi, autonomi, professionisti e imprese avranno a che fare con un ulteriore ingorgo di scadenze fiscali.

Considerando anche gli adempimenti già scaduti, gli appuntamenti con il Fisco raggiungono quota 246. Come sempre, rimandiamo allo scadenzario fiscale dell'Agenzia delle Entrate per consultare la lista completa dei versamenti dovuti. Ad ogni modo, le partite Iva non sono state le sole a protestare contro la decisione del governo di non prorogare la scadenza. Il dibattito, infatti, si è acceso anche all'interno delle forze politiche. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si era detto favorevole a un rinvio: "C’è un dibattito in corso, io sono tra quelli che pensa che si debba prorogare il termine, non possiamo pensare di far pagare le tasse nel momento in cui l’Italia sta uscendo da un periodo di pandemia, dobbiamo dare respiro ai nostri imprenditori", aveva commentato.

Le critiche più dure erano però arrivate dall'opposizione. "Rinviare il pagamento delle tasse di luglio almeno al 30 settembre. Lo chiedono i 118.000 commercialisti, lo chiedono imprenditori e lavoratori, lo chiede la Lega, lo chiede il buonsenso. Governo, sveglia", aveva affermato il segretario del Carroccio, Matteo Salvini. Per poi lanciare sui social l'hastag #governoladro e aggiungere: "Oggi 5 milioni di lavoratori italiani (soprattutto Partite Iva) dovranno pagare 8mld di tasse, senza sconti e senza rinvii. Dopo quattro mesi di chiusura… Incredibile. Aiuteremo chi non potrà pagare, non per malafede o cattiva volontà, ma per difficoltà vera".