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Tasse, giugno e luglio mesi “neri” per famiglie e imprese: da pagare 90miliardi di euro

Entro il 16 giugno andranno pagati 56miliardi di euro di imposte, mentre altri 33,6 dovranno essere sborsati entro il 16 di luglio.
A cura di Davide Falcioni
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Imprese e famiglie saranno chiamate a versare all'Erario e agli enti locali, entro la metà di giugno, oltre 56miliardi di euro di tasse, mentre altri 33,6 dovranno essere sborsati entro il 16 di luglio. Per questo, a poco più di due settimane dalla prima scadenza, la CGIA ha calcolato le imposte che dovranno onorare i contribuenti italiani, rivelando che tra Irpef, Tasi, Imu, addizionali sulle persone fisiche, IRAP, IRES, IVA e TARI, le famiglie e le imprese verseranno all'erario e agli enti locali oltre 56 miliardi di euro.

Secondo i calcoli effettuati dalla CGIA la tassa che peserà maggiormente sui bilanci delle aziende italiane sarà l'Ires (l'Imposta sui redditi delle società di capitali), che porterà nelle casse dello Stato 10,5 miliardi di euro. Altrettanto gravoso il versamento delle ritenute Irpef da 10,4 miliardi. Per le famiglie il pagamento della Tasi sarà l'impegno più importante: dei 2,3 miliardi di euro attesi dai Comuni, i proprietari delle abitazioni principali dovranno versare circa 1,65 miliardi di euro.

Il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi rivela come "pur essendo una delle principali scadenze fiscali dell'anno ancora una volta i cittadini e gli imprenditori sono chiamati a operare in un quadro estremamente incerto". E se a giugno i contribuenti dovranno metter mano al portafogli a luglio la situazione sarà analoga: tra Irpef, addizionali, Ires, Irap e Iva, i cittadini dovranno versare all'erario 33,6 mld di euro. In questi due mesi i datori di lavoro pagano le ritenute dei propri dipendenti e degli eventuali collaboratori, i committenti quelle dei professionisti per le prestazioni ricevute da questi ultimi, mentre le imprese e i lavoratori autonomi devono onorare l'Iva.

Lavoratori autonomi e imprenditori, ma anche i contribuenti con redditi sui quali non sono state trattenute completamente le imposte, devono anche versare il saldo 2014 e la prima rata d'acconto 2015 delle imposte sui redditi Irpef, Ires e Irap; poi devono corrispondere anche il tributo camerale che da quest'anno è stato ridotto del 35%, con un risparmio per le imprese di circa 280 mln di euro.

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