video suggerito
video suggerito

Piano BCE, scontro Italia-Germania. Weidmann vs Draghi. E Visco lo difende

E’ scontro a distanza tra il presidente della Bundesbank e il governatore di Bankitalia sul quantitative easing, il piano d mille miliardi per far ripartire l’Europa.
A cura di Biagio Chiariello
32 CONDIVISIONI
Immagine

“L’acquisto di titoli di Stato nella zona euro non è uno strumento come gli altri. Comporta dei rischi“. Il giorno dopo l'annuncio del quantitative easing presentato dal governatore Mario Draghi è un duro botta e risposta tra il presidente della Bundesbank Jens Weidmann  e il governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Se per l’economista tedesco gli acquisti di titoli di Stato rischiano di frenare le riforme in Italia e Francia, di diverso avviso è Visco. "È un fatto – sostiene Weidmann – che con questo nuovo programma le banche centrali nell'eurosistema siano fra i più grandi creditori. Questo comporta il rischio che vengano trascurati i consolidamenti di bilancio e potrebbe crescere la pressione politica su di noi, per mantenere a lungo basso il peso dei tassi". Immediata la risposta del governatore italiano: "No, non è così, il Quantitative Easing non riduce pressioni a fare le riforme" dichiara a margine del Forum di Davos. Già in mattinata Visco aveva sottolineato come “questi strumenti sono legittimi e vanno usati ora”, con riferimento alla manovra da oltre mille miliardi lanciata dalla Bce contro la spirale deflattiva con l'obiettivo di rilanciare l'economia europea.

L'attacco di Weidmann al quantitative easing

Il numero uno della Bundesbank ha fatto riferimento al rischio che “venga trascurata” dai Paesi la solidità dei bilanci: “È chiaro: gli acquisti riducono la pressione” sulla necessità di proseguire nelle riforme, “anche su paesi come Italia e Francia”, ha sostenuto Weidmann considerato molto vicino ad Angela Merkel, che pure si è detta concorde con "le scelte della Bce”, “sono molto importanti – ha detto la cancelliera- “Credo che tutto quello che verrà messo in atto darà un impulso" alla ripresa. “Il patto di Stabilità non deve essere ulteriormente ammorbidito”, ha poi ribadito ancora Weidmann, e sono necessarie “altre riforme nel mercato del lavoro e una politica di bilancio credibile”. Weidmann ha anche detto di ritenere che “molto basso” il rischio di una spirale deflazionistica, che coinvolga prezzi e salari e che, al contrario, l’andamento dei prezzi, determinato dal calo dei prodotti energetici, stia “agendo da programma congiunturale”.

32 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views