Pensioni, quando arrivano i pagamenti di ottobre 2026: il calendario di Poste Italiane e le ultime novità

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Le prossime pensioni verranno erogate sui conti correnti bancari giovedì 1° ottobre 2026. Varrà la stessa data per i titolari che si affidano a Poste Italiane. Vediamo come potrebbero cambiare le pensioni nel 2027 e che impatto avrebbero queste novità sugli importi.

Le prossime pensioni verranno accreditate sui conti correnti bancari giovedì 1° ottobre 2026, ovvero il primo giorno bancabile del mese. La stessa data varrà per chi riceve i trattamenti tramite un conto BancoPosta, una Postepay Evolution o li ritira in contanti agli sportelli postali. Il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti.

Da qualche settimana, si è cominciato a parlare delle possibili novità in tema di pensioni per il 2027. Come ogni anno, le nuove misure andranno delineate nella prossima legge di bilancio, che dovrà essere inviata dall'esecutivo alla Camera entro il 20 ottobre. Quindi, a oggi, si tratta solo di ipotesi.

La proposta più discussa, proposta dalla Lega, è quella della pensione anticipata a 64 anni con un ricalcolo dell'assegno al ribasso. Questo tipo di trattamento oggi esiste già ma solamente per chi è in regime contributivo: l'idea sarebbe di estenderla anche a chi è in regime misto.

Un'altra proposta del Carroccio è il blocco dell'incremento di un mese per l'età pensionabile. che dovrebbe scattare nel 2027.

Fratelli d'Italia propone, invece, un fondo pensione per i nuovi nati, ovvero una somma emessa dallo Stato, che maturi negli anni e metta le basi per un trattamento futuro.

Inoltre, non è ancora chiaro se sarà cancellato definitivamente l'Ape sociale, un anticipo pensionistico dall'importo massimo di 1.500 euro al mese per alcune categorie fragili – disoccupati, caregiver, invalidi civili o lavoratori che svolgono mansioni gravose –  in scadenza a fine 2026.

Un'altra misura in scadenza  è l'incremento extra delle pensioni minime, ovvero una rivalutazione aggiuntiva oltre a quella legata all'inflazione e applicata su tutti i cedolini. Forza Italia, che aveva promesso di portare le pensioni minime a 1000 euro entro la fine della legislatura, potrebbe spingere in questa direzione.

Analizziamo ognuna di queste ipotesi più nel dettaglio.

Quando pagano le pensioni di ottobre 2026, il calendario di Poste Italiane

Le prossime pensioni potranno essere ritirate in contanti agli sportelli postali a partire da giovedì 1° ottobre 2026. La stessa data varrà per i titolari che le ricevono tramite un libretto di risparmio, un conto BancoPosta o una Postepay Evolution.

La turnazione per il ritiro consigliata dagli uffici postali per evitare lunghe code dovrebbe seguire quest'ordine:

  • giovedì 1° ottobre: cognomi dalla A alla B
  • venerdì 2 ottobre: cognomi dalla C alla D
  • sabato 3 ottobre (solo la mattina): cognomi dalla E alla K
  • lunedì 5 ottobre: cognomi dalla L alla O
  • martedì 6 ottobre: cognomi dalla P alla R
  • mercoledì 7 ottobre: cognomi dalla S alla Z

L'inps ricorda che il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Se l’importo spettante supera tale limite, il beneficiario è tenuto a comunicare all’Istituto una modalità alternativa di pagamento.

Pagamento pensioni di ottobre 2026 in banca: le date

Questo mese le pensioni verranno accreditate sui conti correnti bancari giovedì 1° ottobre 2026, ovvero il primo giorno bancabile del mese.

Importi delle pensioni di ottobre 2026

Proseguono, sulle pensioni di ottobre, i conguagli fiscali derivanti dal modello 730-4. Il prossimo cedolino potrà quindi comprendere: il rimborso delle somme spettanti, se dalla liquidazione della dichiarazione risulta un credito a favore del contribuente, oppure la trattenuta delle somme dovute all’Agenzia delle Entrate, se dalla liquidazione della dichiarazione risulta un debito d’imposta.

In caso di richiesta di pagamento rateale, le trattenute devono comunque concludersi entro il mese di novembre per cui, se i dati della dichiarazione sono stati trasmessi all’Inps dopo il mese di giugno, potrebbe non essere possibile rispettare il numero di rate scelto dal dichiarante. Entro il 10 ottobre, il contribuente può chiedere al sostituto d’imposta a cui è stato inviato il modello 730-4, la riduzione o l’annullamento della seconda o unica rata di acconto Irpef e/o cedolare secca. La richiesta all’Inps può essere trasmessa in via telematica accedendo al sito istituzionale.

Inoltre,  a partire dalla mensilità di ottobre, l’Istituto ha riconosciuto alcuni benefici fiscali sulle prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro dipendente. Queste misure, che vengono riconosciute a ciascun beneficiario in base al reddito, possono essere:

  • la somma non imponibile, denominata anche “bonus aggiuntivo”, per chi ha un reddito lordo annuo fino a 20mila euro; questa somma non viene conteggiata nel reddito complessivo ai fini Irpef;
  • l’ulteriore detrazione d’imposta, per chi ha un reddito lordo annuo superiore a 20mila euro e fino a 40mila euro.

I benefici sono stati applicati alle prestazioni che accompagnano il lavoratore alla pensione, come l’Ape Sociale, l’isopensione, gli assegni straordinari destinati ai lavoratori dei settori bancario e assicurativo e le indennità previste dai contratti di espansione, se assoggettate alla tassazione ordinaria. Gli interessati non devono presentare alcuna domanda perché l’Inps, in qualità di sostituto d’imposta, ha riconosciuto automaticamente il beneficio spettante che verrà applicato ogni mese a partire da ottobre. Nel cedolino gli importi riferiti a questi benefici fiscali sono descritti con le voci: “Somma non imponibile (c.d. bonus aggiuntivo) – L. 207/2024” e "Ulteriore detrazione – L. 207/2024”.

Le ultime novità sulle pensioni: le ipotesi del governo Meloni nella prossima Manovra

Da qualche settimana, si è cominciato a parlare delle possibili novità in tema di pensioni per il 2027.  Come ogni anno, le nuove misure andranno delineate nella prossima legge di bilancio, che dovrà essere inviata dall'esecutivo alla Camera entro il 20 ottobre. Quindi, a oggi, si tratta solo di ipotesi.

La proposta più discussa è quella della pensione anticipata a 64 anni con un ricalcolo dell'assegno al ribasso, proposta dalla Lega. La pensione anticipata a 64 anni oggi esiste già, ma solamente per chi è in regime contributivo – ovvero chi ha iniziato a versare i contributi a partire dal 1996 – , ha almeno 20 anni di contributi e ha raggiunto una pensione pari a tre volte l'assegno sociale Inps. Con la nuova proposta, potrebbero accedervi anche i pensionati che sono in regime misto ma accettando, appunto, un assegno meno sostanzioso. I dettagli però non sono ancora chiari.

Un'altra proposta della Lega è il congelamento dell'età pensionabile. Infatti, nel 2027, il limite per accedere alla pensione di vecchiaia dovrebbe passare da 67 anni a 67 anni e un mese, per poi salire di altri due mesi nel 2028. Il Carroccio vorrebbe bloccare l'incremento di un mese previsto per l'anno prossimo.

Fratelli d'Italia propone, invece, un fondo pensione per i nuovi nati, ovvero una somma emessa dallo Stato (intorno ai 1000 euro), che maturi negli anni e metta le basi per un trattamento futuro. Il partito di Giorgia Meloni aveva già lanciato l'idea a ottobre 2025 ma, anche in questo caso, i dettagli non sono ancora resi noti.

Rimane ancora un'incognita il futuro dell'Ape sociale, un anticipo pensionistico dall'importo massimo di 1.500 euro al mese per alcune categorie fragili – disoccupati, caregiver, invalidi civili o lavoratori che svolgono mansioni gravose –  che accompagna fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione vera e propria. Questa misura è in scadenza il 31 dicembre 2026 e non è ancora chiaro se il governo deciderà di prorogarla oppure di cancellarla definitivamente.

Un'altra misura in scadenza alla fine dell'anno è l'incremento extra delle pensioni minime. Per il 2026, oltre alla rivalutazione legata all'inflazione che scatta su tutti i cedolini, era stato previsto un ulteriore aumento dell'1,3% sulle pensioni minime. Anche in questo caso, non è chiaro se l'esecutivo intende mantenere una percentuale aggiuntiva su questo tipo di trattamenti. Forza Italia, che aveva promesso di portare le pensioni minime a 1000 euro entro la fine della legislatura, potrebbe spingere in questa direzione.

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