Pensioni di settembre 2026, quando vengono pagate: il calendario di Poste Italiane e chi rischia riduzioni dell’assegno
Le prossime pensioni verranno accreditate sui conti correnti bancari martedì 1° settembre 2026, ovvero il primo giorno bancabile del mese. La stessa data varrà per chi riceve i trattamenti tramite un conto BancoPosta, una Postepay Evolution o li ritira in contanti agli sportelli postali. Il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti.
Sul cedolino di agosto, ai contribuenti che hanno indicato l’Inps come sostituto d’imposta, sono stati applicati i conguagli fiscali derivanti dai modelli 730/2026 trasmessi dall’Agenzia delle Entrate all’Inps entro lo scorso 30 giugno. Questi conguagli proseguiranno sulla mensilità di settembre. Dunque, sulla prossima pensione potrebbe pesare il rimborso delle somme spettanti, se dalla liquidazione della dichiarazione risulta un credito a favore del contribuente, oppure la trattenuta delle somme dovute all’Agenzia delle Entrate, se risulta un debito d’imposta.
Inoltre, anche a settembre, come già successo ad agosto, l’Inps applicherà una trattenuta diretta sulla pensione. Il provvedimento colpisce chi riceve prestazioni legate al reddito ma non ha trasmesso all'istituto i dati finanziari relativi all'anno 2022. La misura riguarda esclusivamente i pensionati che erano esonerati dall'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi all'Agenzia delle Entrate. La trattenuta non è fissa: corrisponde al 5% dell’importo della pensione pagato a luglio 2026. I pensionati potranno verificare il taglio direttamente sul proprio cedolino di settembre, dove la trattenuta sarà visibile sotto la voce ufficiale: “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.
Quando pagano le pensioni di settembre 2026, il calendario di Poste Italiane
Le prossime pensioni potranno essere ritirate in contanti agli sportelli postali a partire da martedì 1° settembre 2026. La stessa data varrà per i titolari che le ricevono tramite un libretto di risparmio, un conto BancoPosta o una Postepay Evolution.
La turnazione per il ritiro consigliata dagli uffici postali per evitare lunghe code dovrebbe seguire quest'ordine:
- martedì 1° settembre: cognomi dalla A alla B
- mercoledì 2 settembre: cognomi dalla C alla D
- giovedì 3 settembre 2026: cognomi dalla E alla K
- venerdì 4 settembre 2026: cognomi dalla L alla O
- sabato 5 settembre 2026 (solo la mattina): cognomi dalla P alla R
- lunedì 7 settembre 2026: cognomi dalla S alla Z
L'inps ricorda che il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Se l’importo spettante supera tale limite, il beneficiario è tenuto a comunicare all’Istituto una modalità alternativa di pagamento.
Pagamento pensioni di settembre 2026 in banca: le date
Questo mese le pensioni verranno accreditate sui conti correnti bancari martedì 1° settembre 2026, ovvero il primo giorno bancabile del mese.
Controlli INPS in arrivo sulle pensioni: chi rischia la riduzione dell'assegno
Come comunicato dall'Inps, la campagna di verifica reddituale relativa alle prestazioni collegate al reddito erogate ai pensionati residenti in Italia, riferita all’anno reddito 2022, si è conclusa il 31 marzo 2025. Ai pensionati che, nonostante il sollecito, non hanno reso la dichiarazione entro quella data, sarà applicata una trattenuta diretta sull'assegno.
La misura riguarda esclusivamente i pensionati che erano esonerati dall'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi all'Agenzia delle Entrate. La trattenuta non è fissa: corrisponde al 5% dell’importo della pensione pagato a luglio 2026. I pensionati potranno verificare il taglio direttamente sul proprio cedolino di settembre, dove la trattenuta sarà visibile sotto la voce ufficiale: “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.
I cittadini interessati – già avvisati dall'INPS tramite una lettera dedicata – hanno tempo fino al 15 settembre 2026 per regolarizzare la propria posizione. Per farlo, è necessario inviare le informazioni mancanti presentando una formale domanda di ricostituzione reddituale. Se la documentazione non verrà trasmessa entro il termine ultimo, i bonus e le prestazioni collegate al reddito per l'anno 2022 verranno revocati definitivamente.
Per le pensioni ai superstiti, invece, sarà applicata la riduzione massima prevista dalla legge. In entrambe le situazioni, l’Inps procederà al calcolo delle somme eventualmente pagate ma non dovute e ne avvierà il recupero. Questa operazione non riguarda le prestazioni assistenziali di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali, che restano quindi escluse.