Oltre 9 milioni di italiani in gravi difficoltà per il lavoro, l’allarme della Cgil

Continua la situazione di sofferenza e disagio di milioni di italiani colpiti dalla crisi economica, non solo quelli in cerca di un lavoro ma anche di quelli che un lavoro lo hanno. È l'allarme lanciato oggi dalla Cgil con la pubblicazione del rapporto "Gli effetti della crisi sul lavoro in Italia", curato dall'associazione Bruno Trentin. Secondo lo studio condotto dall'associazione della Cgil e relativo al terzo trimestre del 2014, sono 9 milioni e 410mila le persone che nel nostro Paese sono "in grave difficoltà per la mancanza di lavoro o per la precarietà di una posizione lavorativa non scelta ma subita". Si tratta del dato più alto dal 2007 in riferimento al terzo trimestre di ogni anno e che rappresenta un incremento del 7,1% rispetto al terzo trimestre 2013. L'analisi dell'osservatorio del mercato del lavoro dell'Associazione Bruno Trentin evidenzia in particolare come l'area della sofferenza occupazionale (disoccupati, scoraggiati e cassaintegrati) sfiora ormai i 5 milioni di persone, con un incremento del 101,8% rispetto allo stesso trimestre del 2007; mentre l'area del disagio (lavoro temporaneo involontario e part time involontario) è di 4 milioni e 455mila unità, con un aumento del 37,4% rispetto allo stesso trimestre del 2007.
Confronto con gli altri Paesi Ue
Secondo l'associazione le condizioni strutturali del mercato del lavoro italiano sono peggiorate anche in un trimestre tradizionalmente favorevole come quello estivo dove è forte la presenza di attività stagionali. Questa situazione è dimostrata chiaramente anche dal confronto con gli andamenti degli altri Paesi europei. La disoccupazione italiana ad esempio è ormai ben al di sopra sia della media dell'area euro sia dell'Europa a 28 paesi. L'Italia inoltre è il paese che in assoluto nel corso degli ultimi dodici mesi ha avuto un incremento più elevato della disoccupazione rispetto all'andamento europeo.