Un vertice di maggioranza durato quasi quattro ore. Con un accordo finale che in realtà altro non è se non un rinvio. La linea che il governo dovrà seguire sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, verrà decisa dal Parlamento l’11 dicembre. Si rinvia tutto a quella data, quando il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferirà in Parlamento in vista del Consiglio europeo. Poi la maggioranza dovrà varare la risoluzione che impegnerà Conte a seguire quella linea in sede europea. Da Palazzo Chigi si mette in chiaro che il vertice è servito a delineare due principi: da una parte l’attesa per le decisioni del Parlamento, dall’altra la volontà di affrontare il negoziato sull’Unione economica e monetaria seguendo una logica definita “di pacchetto”.

Mes, deciderà il Parlamento

Un rinvio al Parlamento, dunque, che serve anche a prendere tempo per trovare un’intesa nella maggioranza. Soprattutto tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, considerando che Italia Viva si è tirata fuori, spiegando – attraverso Matteo Renzi – di non avere nulla da rivedere e, quindi, da discutere. Da Palazzo Chigi fanno sapere che “ogni decisione sul Mes diventerà definitiva solo dopo che il Parlamento si sarà pronunciato a partire dalle risoluzioni che saranno approvate l’11 dicembre”. Una scelta “in linea con i punti 12 e 13 della risoluzione del Parlamento approvata il 12 giugno 2019”. Proprio il punto 13, infatti, stabilisce che il governo deve “sospendere la determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato”.

Negoziato sul Mes da affrontare con logica di pacchetto

Il secondo principio di cui tenere conto riguarda il modo in cui affrontare la discussione comunitaria: “In vista della prossima riunione dell'Eurogruppo del 4 dicembre 2019 il governo affronterà il negoziato riguardante l'Unione Economica e Monetaria (completamento della riforma del Mes, strumento di bilancio per la competitività e la convergenza e definizione della road map sull'unione bancaria) seguendo una logica di ‘pacchetto’”.

Di Maio soddisfatto: confronto civile e costruttivo

Sembra parzialmente soddisfatto del rinvio il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio: “Come abbiamo detto nulla si deciderà finché non si arriverà in Parlamento quando il presidente del Consiglio verrà a riferire e si dovrà approvare una risoluzione. Per noi non esiste solo il Mes, ma la riforma va valutata nell'ambito di un pacchetto di riforme nelle quali c'è tanto da cambiare”. La risoluzione che il M5s vuole presentare chiederà che “tutto il pacchetto di riforme Ue venga migliorato”. Nessun braccio di ferro, assicura comunque Di Maio: “C'è stato un confronto civile e costruttivo. È chiaro che abbiamo opinioni diverse, il M5s da sempre è preoccupato del Mes e di una serie di riforme che riguardavano le banche. Dal mio punto di vista non è una cosa strana che due forze di governo abbiano opinioni diverse altrimenti stavamo insieme prima delle elezioni”.

Anche dal M5s filtra una parziale soddisfazione per il rinvio di ogni decisione: “Il Parlamento è sovrano ed è un bene che si sia deciso di non dare nessuna luce verde fino a quando il Parlamento non ne discuterà. È il Parlamento che parla per primo. Per noi noi tante cose nell'Unione Economica e Monetaria vanno riviste”. L’incontro serale di Palazzi Chigi è andato “bene” anche per il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini: “Nessuna richiesta di rinvio all'Ue ma un mandato che rafforza il ministro Gualtieri a trattare al meglio l'accordo sul tavolo europeo già dal 4 dicembre. Ovviamente sarà poi il Parlamento a pronunciarsi definitivamente sulle decisioni assunte”.

Il post di Di Maio: lavoriamo nell'interesse degli italiani

Di Maio ribadisce la sua posizione con un post su Facebook: "Oggi gran parte dei giornali ed alcuni esponenti politici ci trattano come dei mostri solo perché ieri ci siamo battuti per non firmare al buio il Mes. Da ogni parte si legge che ho sfidato, che ho provocato, che ho battagliato. Io non ho sfidato nessuno, anzi. Stiamo solo lavorando nell’interesse dei cittadini italiani. Ma questo per i giornali e per il sistema è surreale. Loro concepiscono la politica come una continua imposizione dall’alto. Per loro o segui quello che dice qualche euroburocrate, oppure sei un ignorante, un imbecille, un attentatore della democrazia". Il capo politico del M5s definisce il Mes come una "cambiale in bianco agli italiani" e lamenta le critiche ricevute da lui stesso: "Ma non importa, noi andiamo avanti .Avete capito bene: secondo loro sarebbe il MoVimento 5 Stelle ad attentare alla democrazia, proprio noi che ci siamo spesi per non far firmare una cambiale in bianco agli italiani. Difendiamo il governo perché difendiamo l'Italia e siamo sicuri che ancora una volta sapremo trovare un punto di caduta per gli italiani. Se qualcuno pensa di zittire il MoVimento, ha capito male. Nessuno creda di potersi arrogare il diritto di chiuderci la bocca. Avevano provato a fare lo stesso sulla revoca della concessione ad Autostrade. Ricordate come trattarono Danilo Toninelli? Ci addebitarono crolli in borsa, catastrofi, la fine del mondo, poi hanno capito che avevamo ragione ed ora ci vengono tutti dietro".