La firma non era attesa prima del 2020. Ma ora a slittare a gennaio è anche l’intesa sulla riforma del Mes. La discussione sul Fondo salva-stati nell’Eurogruppo verrà quindi ripresa solo con il nuovo anno, con un mini-rinvio arrivato durante il summit di questa notte. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sarebbe quindi riuscito a bloccare il testo e a ottenere qualche modifica all’accordo di principio sul meccanismo tecnico di risoluzione del debito pubblico (Cacs): un rinvio che permetterà anche al Parlamento di esprimersi e che potrebbe, stando alle parole di Gualtieri, far trovare un punto di caduta nella maggioranza.

Mes, discussione della riforma rinviata al 2020

Il rinvio all’inizio del nuovo anno sembra voler dire che il vertice dei capi di Stato e di Governo del 13 dicembre non prenderà alcuna decisione definitiva. In ogni caso per quella data il Parlamento italiano si sarà già espresso e la linea da seguire per Palazzo Chigi sarà definita. Il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, intanto, parla della  “prospettiva di firmare la modifica al Trattato molto presto l’anno prossimo”. Anche se questa data era stata già definita prima del vertice notturno. Altra rassicurazione che viene da Centeno è che si attenderà anche il dibattito politico in tutti gli stati membri. A partire, probabilmente, dall’Italia, che più di ogni altro ha messo in discussione l’accordo trovato a giugno.

Gli obiettivi raggiunti da Gualtieri

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intanto esclude un veto italiano sulla riforma, così come una spaccatura nel governo sul tema. Pur rimanendo saldo il principio di affrontare la discussione come un pacchetto, tenendo insieme anche gli accordi sulla garanzia europea dei depositi bancari e il bilancio dell’eurozona. Al termine del vertice è stato Gualtieri a spiegare come sono andate le cose e qual è il punto di caduta trovato: “È stata una giornata lunga ma positiva, è stato definito un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali quindi non è finalizzato stasera”.

Il ministro dell’Economia parla di tre obiettivi raggiunti: “La possibilità di una subaggregazione dei titoli, la condizionalità sul backstop e l’eliminazione della roadmap a riferimenti al trattamento prudenziale dei titoli sovrani”. L’Italia ha tenuto la barra dritta, assicura ancora Gualtieri: “Abbiamo impedito di concludere finché tutti i punti che ritenevamo essenziali fossero stati definiti, questo è avvenuto”. “Ho detto con chiarezza che non avrei consentito di chiudere finché non si fosse specificato nelle conclusioni i termini” dell’Italia, prosegue Gualtieri aggiungendo: “Per l’Italia era importante, questo aspetto richiede un lavoro aggiuntivo all’inizio dell’anno nuovo, solo dopo il quale sarà possibile una finalizzazione dell’accordo sul Mes e poi la firma e le procedure di ratifica”.

Gualtieri è fiducioso sull'accordo nella maggioranza

Il ministro dell’Economia è ottimista anche sull’accordo che si potrà trovare all’interno della maggioranza prima del vertice europeo del 13 dicembre: “Io sono fiducioso che su questa base sia possibile raggiungere un consenso nella maggioranza perché complessivamente è una situazione migliore di quella di partenza”. E non manca una risposta alle critiche della Lega e di Matteo Salvini: secondo Gualtieri è solo “demagogia priva di fondamento la campagna di Salvini e della destra”.