La manovra che l'Italia si appresta a varare non soddisfa la Commissione Ue. Esattamente come lo scorso anno, dunque, l'Italia dovrà correggere i conti con un'ulteriore manovra di primavera, da circa 3,5 miliardi di euro. Secondo i commisari Ue, allo stato attuale la manovra rischia di far sforare i parametri di debito e deficit, dunque vengono richiesti una serie di correttivi. In questa situazione, però, non versa solamente il Belpaese, che risulta essere in compagna di altri 4 stati membri a rischio inadempienza: Belgio, Portogallo, Slovenia e Austria. Tutti questi Paesi, scrive il vicepresidente Valdis Dombrovskis dovranno "adottare le misure necessarie a aggiustare il loro percorso di bilancio".

Per l'Italia la richiesta è di una ulteriore correzione da 0,3 punti percentuali di Pil entro la fine della prossima primavera. Qualora il Belpaese, insieme agli altri 4 Stati membri, non dovesse rispondere positivamente alle richieste dell'Europa, si potrebbe aprire una procedura d'infrazione.  "Il persistere dell'elevato livello di debito pubblico è motivo di preoccupazione. In una lettera indirizzata alle autorità italiane, il Vicepresidente Dombrovskis e il commissario Moscovici hanno comunicato che la Commissione intende procedere, nella primavera del 2018, a una nuova valutazione della conformità dell'Italia al parametro per la riduzione del debito", scrivono i commissari riferendosi al nostro Paese.

Di diverso avviso è il Ministero dell'Economia, il quale non ravvisa la necessità di un'ulteriore manovra correttiva. "La Commissione europea apprezza i risultati del processo di consolidamento dei conti pubblici messo in atto dal governo negli ultimi anni e per il 2018 riconosce la misura dello 0,3% per l'aggiustamento strutturale del bilancio. Dombrovskis e Moscovici chiedono al governo di spiegare alcuni aspetti delle misure di bilancio adottate per il 2017 e per il 2018. Il governo è fiducioso che attraverso il dialogo costruttivo con la Commissione potranno essere chiariti i diversi punti di vista, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori interventi", sostengono fonti del Mef.

Già lo scorso 27 ottobre la Commissione europea aveva inviato un avvertimento al ministro Pier  Carlo Padoan, sottolineando le problematiche ravvisate nella manovra e la necessità di operare una serie di correzioni. Il Mef, però, aveva replicato contestando la metodologia di calcolo dell'output gap e quindi dei saldi strutturali, che porterebbe a stime non plausibili per l'Italia. "La situazione dell'Italia è tale che il suo saldo strutturale dovrebbe migliorare dello 0,1% nel 2018, quando è necessario uno sforzo dello 0,3% e per l'Italia è essenziale conformarsi al Patto di Stabilità e Crescita, perchè il debito resta una fonte di preoccupazione", ha però ribadito oggi il commissario Moscovici in conferenza stampa. Bruxelles sottolinea inoltre che l'Italia deve attenersi "alle importanti riforme di bilancio strutturali, come quella delle pensioni che supporta la sostenibilità a lungo termine del debito italiano", bocciando dunque un eventuale blocco della riforma Fornero.