Il Tar (Tribunale amministrativo regionale) ha annullato le multe da 3 e 1 milione di euro con cui l'Antitrust sanzionava rispettivamente le compagnie aeree low cost Ryanair e Wizz Air per le poltiche sul bagaglio a mano. Entrambe le sentenze sono state depositate oggi, cancellando i provvedimenti con cui l'Autorità garante della concorrenza aveva contrastato la decisione delle compagnie di far pagare il bagaglio da portare a bordo.

Le sanzioni, che risalgono allo scorso febbraio, erano dovute a pratiche commerciali scorrette, in quanto la nuova regola danneggiava il consumatore, ingannandolo sull'effettivo prezzo del biglietto e "non includendo più nella tariffa base un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo quale è il bagaglio a mano grande". L'Antitrust, precisamente, aveva comunicato: "La richiesta di un supplemento per un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo, quale il bagaglio a mano, fornisce una falsa rappresentazione del reale prezzo del biglietto e vizia il confronto con le tariffe delle altre compagnie, inducendo in errore il consumatore".

Ryanair e Wizz Air avevano infatti cambiato il proprio regolamento, consentendo di portare a bordo gratuitamente solo una piccola borsa, facendo invece pagare un surplus per il trolley. Una mini borsa o zaino di dimensioni molto contenute (40x20x25 cm) da posizionare sotto il sedile di fronte, quindi, sarebbe l'unico bagaglio concesso gratuitamente. Tutti gli altri bagagli di dimensioni superiori, ma comunque compatibili con quelle dei bagagli a mano, avrebbero potuto salire a bordo in due modi: o acquistando l'opzione di imbarco prioritario, ad una cifra di 6 euro a viaggio, oppure facendo il check-in del bagaglio in stiva a 8 sterline.

Lo scorso marzo il Tar aveva già sospeso le sanzioni. Oggi scrive: "Non si rinviene alcuna norma che obblighi le compagnie aeree a mantenere indefinitamente nel tempo una determinata ‘policy’ di prezzo — con conseguente legittima aspettativa dei consumatori a tale mantenimento — proprio alla luce del principio di libertà tariffaria, che la stessa Agcm nelle sue difese non disconosce, e di libera concorrenza".