Effetto Monti, a Natale costerà più un pieno di benzina che il cenone
Saranno anni di duri sacrifici quelli che attendono tutti gli italiani, la Manovra Salva Italia varata dal Governo Monti ci costerà complessivamente oltre 20 miliardi di euro, di cui quasi il 70% proveniente da nuove tasse e balzelli. Anche se allo studio ci sono ancora piccoli aggiustamenti da fare in Parlamento prima della definitiva approvazione in Aula, molti già fanno i primi conti su quanto peserà sul reddito di lavoratori, pensionati e famiglie la nuova legislazione tributaria.
Sicuramente tutti si sono già accorti degli aumenti dei carburanti già entrati in vigore e che hanno fatto lievitare notevolmente la spesa necessaria per il pieno di benzina e gasolio. Secondo un’analisi della Coldiretti gli italiani quest’anno spenderanno mediamente di più per riempire il serbatoio dell’auto che per preparare il pranzo di Natale. Secondo l’organizzazione degli imprenditori agricoli un litro di benzina costa ormai la metà di una bottiglia di spumante e quasi un terzo di un panettone. La situazione però è destinata a cambiare in peggio, visto che gli stessi prezzi dei carburanti si ripercuoteranno fra poco anche su quello dei beni alimentari a causa del trasporto delle merci e del costo di gestione delle macchine agricole. Il costo dei carburanti influirà negativamente anche sulle aziende agricole che secondo la Confederazione Italiana degli agricoltori dovranno sborsare circa tremila euro all’anno in più che probabilmente si rifletteranno sui prezzi dei prodotti coltivati.
Uno studio della CGIA di Mestre rileva che la manovra Monti costerà mediamente ad ogni famiglia italiana 830 euro in più all’anno, che sommato ai costi delle precedenti manovre del Governo Berlusconi fa lievitare l’esborso per ogni famiglia a 2066 euro in più. Nel calcolo fatto dal centro studi dell’associazione degli artigiani e piccole imprese contano molto le nuove tassazioni in materia di patrimoni immobiliari. La reintroduzione dell’Ici con la contemporanea rivalutazione catastale delle abitazioni sarà una vera e propria stangata sui redditi medi. L’Ici, infatti, sarà incorporata nella nuova tassa locale Imu insieme all’Irpef sugli immobili e alle relative addizionali regionali e comunali. La percentuale che peserà di più sarà l’Irpef soprattutto nelle regioni dove è già in vigore una sovrattassa per il deficit sanitario, come la Campania e la Calabria dove addirittura l’aliquota arriverà a 2,03%.
Tra i costi da addebitare alle famiglie però bisogna aggiungere anche quelli relativi ai tagli, in particolar modo delle pensioni che, con l’abolizione dell’adeguamento al costo della vita, potrebbero essere decurtare mediamente di circa 280 euro all’anno. Da questo versante in realtà, dopo le proteste annunciate dai sindacati, nelle Commissioni parlamentari è stata proposta un’indicizzazione all’inflazione anche per le pensioni pari a tre volte il minimo.
Proprio l’Inflazione, infatti, potrebbe rivelarsi il vero bastone tra le ruote del carro manovra. Il vero pericolo, infatti, sono i cosiddetti costi occulti che seppur non previsti in manovra peseranno sul bilancio finale delle famiglie. Anche il neo Governatore di Bankitalia, Visco, ha lanciato l’allarme, parlando in Commissione bilancio alla Camera, ha ricordato che secondo gli studi della Banca centrale italiana dalla manovra si avrà un ulteriore aumento della pressione fiscale che influirà pesantemente sul Pil dell’Italia. Ennesimo allarme anche dal presidente della Corte di Conti, Luigi Giampaolino, che invece ha evidenziato il serio pericolo di recessione per il prossimo anno, ritenendo che l’aumento di Iva e carburanti andrà ad influire sull’inflazione che potrebbe aumentare di almeno un punto percentuale rispetto alle previsioni del Governo, provocando una pericolosa stagnazione dei consumi.