Nuovo termine per inviare le domande per accedere al bonus da 2.400 euro previsto dal decreto Sostegni: la scadenza passa dal 30 aprile al 31 maggio. Un rinvio stabilito in attesa dell’arrivo della circolare Inps n. 65/2021 che conterrà i dettagli e le modalità operative dell’erogazione del contributo. Il bonus andrà ad alcune categorie di lavoratori che risentono dell’emergenza sanitaria da un punto di vista occupazionale ed economico. La procedura per le domande, spiega l’Inps, sarà attiva entro la fine della settimana sul portale dello stesso istituto di previdenza. L’Inps ha già liquidato il bonus a 235mila lavoratori delle categorie che rientrano nel sostegno e che hanno già preso altre indennità grazie ai decreti Ristori quater, con accredito automatico senza alcuna nuova domanda.

Chi può accedere al bonus da 2.400 euro

Nella platea dei beneficiari rientra anche chi finora è stato escluso dall’indennizzo tra i lavoratori stagionali, a tempo determinato e in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, ai lavoratori stagionali e in somministrazione di altri settori, ai lavoratori intermittenti, agli autonomi occasionali, agli incaricati della vendita a domicilio e ai lavoratori dello spettacolo. In particolare possono presentare domanda i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato – non per loro scelta – i rapporti di lavoro tra il gennaio 2019 e il 23 marzo 2021, avendo svolto questa occupazione per almeno 30 giornate nello stesso arco temporale. Per accedere non devono essere, alla data del 23 marzo, titolari di trattamento pensionistico diretto né di indennità Naspi o di contratto di lavoro dipendente.

Le altre categorie di lavoratori a cui spetta il bonus

L’indennità vale anche per lavoratori stagionali e in somministrazione di altri settori, seguendo gli stessi criteri. Rispetto al passato vengono anche inclusi i lavoratori intermittenti con almeno 30 giornate di lavoro svolte tra il 2019 e il 23 marzo 2021, i lavoratori autonomi senza partita Iva che erano titolari di contratti occasionali e che siano iscritti alla gestione separata con l’accredito di almeno un contributo mensile e i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio che nel 2019 hanno avuto un reddito annuo superiore ai 5mila euro e siano titolari di partita Iva e iscritti alla gestione separata. Rientrano anche i lavoratori a tempo determinato del turismo e degli stabilimenti termali titolari di un rapporto di lavoro dipendente di almeno 30 giornate e quelli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo che non hanno ricevuto l’indennità dei precedenti di ristori. Per rientrare devono aver versato almeno 30 contributi giornalieri al fondo nel periodo gennaio 2019 – 23 marzo 2021, non superando il reddito di 75mila euro. Chi, invece, ha almeno 7 contributi giornalieri nello stesso periodo deve avere un reddito non superiore ai 35mila euro.