Il governo ha approvato il dl Ristori, un provvedimento che servirà soprattutto a drenare risorse verso le categorie colpite dall'ultimo dpcm, che ha disposto le chiusure di palestre, teatri e cinema, e forti limitazioni per bar e ristoranti. I primi pagamenti potranno partire da metà novembre. "Si tratta di un decreto che mobilita una massa consistente di risorse, si tratta per la precisione 5,4 miliardi di indebitamento netto, 6,2 miliardi in termini di saldo netto da finanziare", ha spiegato il titolare del Mef Gualtieri.

Si va dal fondo da 30 milioni per permettere a medici di base e pediatri di effettuare i tamponi antigenici rapidi, alle misure per la didattica a distanza, dai rimborsi per gli spettacoli dal vivo ai fondi per il sostegno delle associazioni e società sportive dilettantistiche. Previste inoltre altre 6 settimane di Cig Covid-19 e il blocco licenziamenti fino al 31 gennaio. I ristori a fondo perduto, misura che da sola vale 2,4 miliardi, "arriveranno sul conto con bonifico dell'Agenzia delle Entrate", ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa. "È il modo più efficace, confidiamo che a metà novembre chi ha aderito alla prima edizione potrà riceverlo, subito dopo anche gli altri", ha aggiunto.

Chi può accedere ai ristori a fondo perduto

I ristori a fondo perduto sono destinati ai soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività sospese o parzialmente interessate da nuovo decreto. L'ammontare del contributo non può superare 150.000 mila euro. La norma stabilisce che la somma venga accreditata direttamente sul conto corrente bancario o postale dei soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dal decreto legge Rilancio di maggio. Questa volta però il contributo economico andrà anche alle imprese con fatturato superiore ai 5 milioni di euro. Esclusi dal ristoro i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre o quelli che hanno già cessato l'attività prima di questa data. Scrive il ‘Corriere della Sera':

"Riceveranno "il 100% di quanto preso col dl Rilancio, cioè lo stesso importo, tassisti e noleggiatori. Il 150%, ovvero una volta e mezzo rispetto all’altra volta, bar, gelaterie, pasticcerie, alberghi e case vacanze. Per esempio, un piccolo bar che aveva ricevuto 2mila euro ora ne prenderà 3mila. Un hotel con ricavi fino a 400mila euro riceverà in media 4.153 euro. Il 200% di quanto già ricevuto andrà invece a ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine e altri impianti sportivi, sale da gioco, centri benessere e termali. Un grande ristorante, che col dl Rilancio aveva avuto 13mila euro, ora ne prenderà 26 mila. Il 400% è infine previsto per discoteche e sale da ballo, per via della chiusura prolungata".

Con il decreto inoltre sono stanziati 400 milioni per un fondo per l’export e le fiere internazionali, altri 400 milioni per un fondo per gli operatori turistici, 100 per la filiera agricola e 50 per le associazioni sportive dilettantistiche.

Aiuti ai ristoranti

L'importo medio che arriverà ristoranti fino a 400mila euro di fatturato è di 5.172 euro, quello per ristoranti di fascia maggiore, fino a un milione di fatturato, sarà di 13.390 euro e quello per ristoranti fino a 5 milioni di fatturato sarà di 25mila euro.

Aiuti ai teatri

Per quanto riguarda le sale da concerto e teatri, l'importo del contributo per la fascia più bassa sarà di 5mila euro, per la fascia media di 13,900 euro, per quelli di fascia più alta di 30 mila euro. Il ristoro sarà immediato per i teatri e i cinema chiusi dal dpcm, 1.000 euro per tutti i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo, proroga della cassa integrazione e indennità speciali per i settori del turismo.

Aiuti ai taxi

Riceveranno un aiuto i tassisti e i titolari di noleggio con conducente. Queste due categorie potranno usufruire di un indennizzo pari al 100% di quanto hanno ottenuto con il dl Rilancio.