Mario Monti

I dati dell'Istat relativi al 2011 confermano l'immagine di un Paese in grande difficoltà: un Paese in cui la crescita è bassa, il debito pubblico alto, in cui la spesa delle famiglie è in calo e la pressione fiscale, nonostante un leggera diminuzione, rimane al 42%.

Rapporto deficit/pil al 3,9%- Il rapporto tra deficit e pil rilevato lo scorso anno è stato pari al 3,9%: un dato molto positivo non solo rispetto al 4,6% registrato nel 2010, ma anche rispetto alle aspettative degli addetti ai lavori, che si attendevano un 4%. Nel 2011 il conto consolidato delle pubbliche amministrazione ha fatto segnare un avanzo primario dell'1% del pil. Nel 2010 il risultato era stato nullo, nel 2009, invece, negativo (-0,8%). In crescita il rapporto tra debito pubblico e Pil che, secondo le rilevazioni dell'Istat, l'anno scorso è arrivato al 120,1%, rispetto al 118,7% del 2010. Il dato del 2011 rappresenta il più alto dal 1996, anno in cui il rapporto tra debito e prodotto interno lordo arrivò a quota 120,2%.

Pil cresciuto dello 0,4% nel 2011- Nel 2011 il prodotto interno lordo del Belpaese è cresciuto dello 0,4%, cioè di 0,2 punti percentuali rispetto alla previsioni del governo che si attestavano sullo 0,6%. L'Istituto di statistica fa sapere che la crescita dello scorso danno è dovuta totalmente alla domanda estera netta, che ha contribuito per l'1,4%. Un contributo negativo (-0,4%) è arrivato invece dalla domanda interna e dalle scorte (-0,5%). Lo 0,4% del 2011 rappresenta comunque una crescita inferiore al 1,8% registrato nel 2010. La contrazione del Pil è anche dovuta alla minor propensione al consumo da parte delle famiglie italiane: l'anno scorso, infatti, la spesa per consumi finali delle famiglie è salita in volume dello 0,2%, percentuale sensibilmente più bassa rispetto al +1,2% del 2010.

Si abbassa lievemente la pressione fiscale- L'anno scorso, infine, la pressione fiscale è leggermente scesa, portandosi al 42,5% del prodotto interno lordo, rispetto al 42,6% del 2010. Le uscite totali, poi, hanno coperto il 50,5% del Pil, quelle correnti al 47,5%. Le imposte dirette, nello specifico, sono calate dello 0,1%, principalmente per effetto della contrazione Irpef; quelle indirette, invece, sono aumentate del 2%, a causa dell'aumento del gettito dell'Iva e delle imposte sul metano.