video suggerito
video suggerito

Censis: aumentano i divari territoriali, ricchezza concentrata nelle grandi città

I dati del Censis: in Lombardia si passa dai 25.866 euro per abitante nella provincia di Milano ai 14.290 euro di Lodi, con una differenza tra il massimo e il minimo provinciale di 81 punti percentuali. Nel Lazio si va dai 20.965 euro di Roma ai 13.285 euro di Rieti.
A cura di Susanna Picone
30 CONDIVISIONI
Immagine

Il Censis, attraverso l’ultimo dei quattro incontri del tradizionale appuntamento di riflessione estivo “Un mese di sociale”, ha registrato che in 18 regioni italiane si sono allargate le distanze tra gli abitanti residenti nelle diverse province rispetto al reddito pro-capite disponibile. La ricchezza si è concentrata sempre più nelle grandi città. Delle regioni italiane fa eccezione solo il Molise mentre in Valle d’Aosta regione e provincia coincidono. In Lombardia – regista il Censis – si passa dai 25.866 euro per abitante nella provincia di Milano ai 14.290 euro di Lodi, con una differenza tra il massimo e il minimo provinciale di 81 punti percentuali. Nel Lazio, invece, si va dai 20.965 euro di Roma ai 13.285 euro di Rieti (57,8% di differenza). Il Censis spiega che i divari si sono ampliati negli ultimi dieci anni, con territori che hanno corso più veloci e altri che invece sono rimasti indietro. Nel 2003, ad esempio, la differenza pro-capite disponibile tra Milano e Lodi era di 4087 euro mentre oggi è diventata di 11576 euro. Allo stesso modo la distanza tra Roma e la provincia del Lazio più povera era di 3977 euro mentre ora è di 7679 euro.

Reddito e occupazione: per il Censis cresce il divario

In Toscana oggi la forbice tra massimo e minimo provinciale è del 38,9%. C’è poi l’Emilia Romagna dove il reddito pro-capite disponibile nella provincia di Bologna è il 34% maggiore di quello di Ferrara. Il divario, anche se meno significativo rispetto alle altre regioni, si registra anche in Veneto dove Padova supera del 15.9% Rovigo. Nelle Marche c’è Ancona che è più ricca del 13% rispetto alla città di Ascoli Piceno. Si allarga anche la forbice su disoccupazione, densità d'impresa e export. Si passa da un tasso di disoccupazione del 5,9% registrato nella provincia di Reggio Emilia al 14,2% di Ferrara, dal 13,6% di Avellino al 25,8% di Napoli, dal 15,5% di Taranto al 22,1% di Lecce. Più disomogenea, rivela il Censis, anche la densità di imprese attive sul territorio. Si oscilla dalle 337.837 imprese presenti nella provincia di Roma alle 13.156 di Rieti, dalle 285.677 di Milano alle 14.493 di Sondrio, dalle 225.958 di Napoli alle 30.280 di Benevento, dalle 202.114 di Torino alle 12.184 della provincia di Verbania-Cusio-Ossola. Se nel 2005 le attività economiche di Roma erano 18 volte quelle di Rieti, nel 2013 sono 25 volte di più. È aumentata, infine, anche la variabilità relativa al valore delle esportazioni dei territori provinciali all'interno delle singole regioni, nell'ultimo decennio cresciuta in media di circa 1.600 euro pro-capite.

30 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views