Carni, dopo l’annuncio OMS calano le vendite: -8,7% in una settimana

Come era prevedibile i consumi di carne sono crollati dopo l'annuncio dello Iarc, l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, sulla potenziale nocività di carni rosse e carni lavorate. Secondo una ricerca di Assica, l’associazione dei produttori di carni e salumi, nella settimana dell’annuncio (dal 26 ottobre al 1° novembre) sul presunto legame tra carni fresche e trasformate con l’insorgenza del cancro, nella grande distribuzione le vendite hanno fatto registrare una flessione dell’8,7 per cento, con differenze anche significative tra i vari prodotti: per i wurstel è stato un vero tracollo, -17%, la carne in scatola è arretrata del 14,7%, la carne elaborata dell’11,6%, i salumi del 9,8%, la carne fresca del 6,8%.
Il dossier di Assica stima una contrazione delle vendite pari a 16milioni di euro solo per quanto concerne il "canale moderno", ovvero supermercati e ipermercati. Quello delle carni è uno dei mercati più importanti del largo consumo che, nei primi dieci mesi di quest'anno, ha realizzato vendite per ben 8 miliardi di euro. In una sola settimana, quindi, l'annuncio dell'Oms ha causato un calo dello 0,2% dei ricavi complessivi. A salvarsi dal tracollo è per il momento solo la carne bianca fresca che, a due settimane dalla comunicazione dell’Oms, registra una crescita del 3%. Lo conferma anche Vittore Beretta, presidente dell’omonimo salumificio (514 milioni di ricavi l’anno scorso): "Il rimbalzo della carne bianca c’è stato ma è stato inferiore alle attese". E parlando delle carni rosse: "Il rallentamento è stato forte e generalizzato nella prima settimana. Mentre nella seconda (quella terminante l’8 novembre ndr), sono confermate le difficoltà dei wurstel e, in minor misura, di carne rossa, insaccati e pancetta".
"Nella grande confusione il travaso sulla carne bianca è stato minimo perché nel consumatore è prevalso un atteggiamento di prudenza. La verità è che quei 16 milioni di vendite perse non li rivedremo più: la settimana successiva i consumatori non acquistano il doppio di carne e salumi", ha dichiarato Aldo Radice, condirettore di Assica.