L'agenzia di rating Standard&Poor's ha tagliato l'outlook dell'Italia da stabile a negativo mantenendo il rating a BBB. L'agenzia americana, però, ha espresso numerose perplessità circa la legge di bilancio approvata da Palazzo Chigi, sostenendo che il deficit sarà più alto di quanto preventivato nel Def (2,7% al posto del 2,4%) e la crescita nettamente inferiore alle previsioni (si fermerà all'1,1%). Il vicepremier Matteo Salvini non ha accolto con favore la notizia: "E' un film già visto. Le agenzie di rating non si sono accorte della crisi mondiale? In Italia non saltano né banche né imprese".

Dello stesso avviso Luigi Di Maio, che su Twitter ha commentato: "Le agenzie di rating non misurano il benessere dei cittadini di un Paese, ma chi aspettava Standard&Poor's per continuare a remare contro il governo oggi ha avuto una brutta sorpresa: il rating dell'Italia è stato confermato. Andiamo avanti! Il cambiamento sta arrivando". Da Palazzo Chigi e dal Mef, invece, arrivano pareri più cauti: il giudizio espresso da S&P appare più favorevole di quanto atteso, non essendo stato modificato al ribasso il rating.

"Un risultato atteso. Abbiamo sperato che il giudizio potesse essere meno severo, ma le dimensioni e i contenuti della Manovra scritta da questo governo non lasciavano molto margine. Il problema – come sempre – non sono le agenzie di rating, ma gli effetti che una politica scellerata e incomprensibile sta scaricando sui conti delle famiglie e sulle imprese italiane. Oggi chi vuole farsi finanziare un nuovo capannone, un macchinario o il mutuo della casa dei figli pagherà più di prima. Per cosa? Per pagare misure assistenziali e mance elettorali. M5s e Lega si fermino: vengono prima gli italiani, non prima i sondaggi", ha invece commentato la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, di Forza Italia.