
È passato un giorno dall'assegnazione dei Grammy Awards 2026, vinti da Bad Bunny e Kendrick Lamar che si sono spartiti i premi principali, con l'artista portoricano che è stato il primo artista latino a vincere nella categoria Miglior album. Eppure c'è stato un altro vincitore senza statuette. Benché fosse candidato a quattro premi – Album of The Year, Best pop solo performance, Best pop vocal album, Best R&B performance -, Justin Bieber non ne ha portato a casa neanche uno, ma è riuscito a ritagliarsi comunque un momento importante con una performance che ha conquistato il web e tutti gli artisti presenti al Crypto.com Arena di Los Angeles.
Poco più di 24 ore dopo ancora si parla della sua performance, uno squarcio di emozione sul palco dell'evento musicale più importante al mondo. Justin Bieber è salito sul palco vestito solo con dei pantaloni corti da boxer, dei calzini di spugna, una chitarra viola e nessun tentativo di sembrare cool. Quasi svogliato, ha cominciato a suonare le prime note di chitarra che ha riprodotto con un pedale, prima di avvicinarsi alla drum machine e fare la stessa cosa con un beat di batteria. A quel punto ha potuto concentrarsi sul cantato e dare il via alla performance di "Yukon", canzone tratta dal suo ultimo album "Swag". Alla sua sinistra uno specchio, di fronte a lui una platea formata da alcuni dei musicisti e cantanti più famosi al mondo, che dopo un primo boato, alle prime parole di Bieber, sono poi rimasti avvolti in un silenzio irreale.
Molti hanno seguito la performance in piedi, mentre sua moglie Hailey era seduta e sorrideva per una canzone dedicata a lei: "Cosa farei se non ti amassi, tesoro? Cosa farei se non ti amassi, tesoro? Cosa farei se non ti amassi?" canta Bieber nel ritornello. È stato un momento di forte impatto emotivo anche per l'enorme contrasto tra l'immagine pubblica che in molti hanno dell'ex bambino prodigio diventato popstar e l'uomo che su quel palco cantava a petto nudo, con gli occhi chiusi e le sole mani a mimare ciò che aveva dentro. Un contrasto che metteva in evidenza una enorme fragilità che in molti avevano notato anche in altre fasi della serata.
Inoltre, per preparare questa performance Bieber ci ha messo solo sette minuti, come ha spiegato il direttore esecutivo dei Grammy Ben Winston. Ogni artista aveva a disposizione 90 minuti per provare la propria esibizione ma a Bieber ne era bastata solo una: "È salito sul palco, l'ha fatto una volta sola", ha spiegato Winston. "È stato fantastico. Eravamo a sette minuti dall'inizio della sua ora e mezza di prove. E lui mi chiede: ‘Come ti è sembrata? Sei contento?' E io: ‘Oh, mio Dio. Era bellissima. Mi è piaciuta tantissimo'. E lui: ‘Okay, fantastico. Ci vediamo domenica!'". A quel punto il cantante voleva andare via, ma gli hanno chiesto di farla una seconda volta per permettere alla regia e agli operatori di impararla. E così l'ha rifatta, per un totale di un quarto d'ora.
Winston ha anche spiegato che probabilmente neanche il look di Bieber era troppo studiato. "Non credo che abbia deciso come si sarebbe vestito finché non è salito sul palco" ha detto, stando a quanto riporta Rolling Stone. L'effetto nudità, però, è stato fondamentale: Bieber si è mostrato nudo non solo fisicamente, ma anche nella strumentazione, essenziale, senza band, ma solo con i suoi loop e un buio che quasi contrastava con i lustrini e le luci della serata. Un momento intimo in mezzo al delirio che si chiude con Bieber che esce mentre la musica continua. Poi rientra, in silenzio, mette un piede sul pedale, spegne la musica e va via definitivamente, nell'ombra da cui era entrato.