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Vaso di fiori e Lottatori, le due “nuove” opere di Vincent Van Gogh

Erano molti anni che l’attribuzione della “Natura morta con fiori di campo e rose” suscitava dibattito tra gli storici dell’arte. La scoperta di un altro dipinto nascosto sotto la tela ha dato la conferma: si tratta di due opere di Vincent Van Gogh.
A cura di Nadia Vitali
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Erano molti anni che l attribuzione della Natura morta con fiori di campo e rose suscitava dibattito tra i critici. La scoperta di un altro dipinto nascosto sotto la tela ha dato la conferma si tratta di due opere di Vincent Van Gogh.

Soltanto da pochi giorni il Kroller-Müller Museum, nel villaggio olandese di Otterlo, ha scoperto di possedere un "nuovo" dipinto di Vincent Van Gogh; anzi, a voler essere precisi, i dipinti sono due ed andranno ad accrescere una collezione già considerevolmente ricca delle opere del genio che, nella seconda metà del XIX secolo, lasciò un'impronta indelebile nell'arte non soltanto nordeuropea ma di tutto il mondo occidentale. In verità, il museo privato possedeva quella meravigliosa Natura morta con fiori di campo e rose dal lontano 1974: la grossa tela (un'altezza di un metro per una larghezza di circa 80 centimetri) era stata acquistata all'epoca come attribuita ad un pittore anonimo, sebbene già allora numerosi esperti sospettassero che si trattasse proprio di un autentico Van Gogh. Quello che non convinceva del tutto gli studiosi erano due elementi: la firma posta insolitamente in alto a destra e l'inusuale grandezza del quadro, due aspetti fortemente incongruenti con la restante produzione del pittore olandese, secondo gli storici dell'arte.

Erano molti anni che l attribuzione della Natura morta con fiori di campo e rose suscitava dibattito tra gli storici dell arte. La scoperta di un'altro dipinto nascosto sotto la tela ha dato la conferma si tratta di due opere di Vincent Van Gogh.

Le indagini alla ricerca del vero autore – Un enigma vero e proprio che, per poter essere risolto, ha avuto bisogno delle approfondite analisi e di quelle indagini degne del miglior detective che gli studiosi di arte sono soliti condurre in casi come questi: si è pensato così di ricorrere alla radiografia per scoprire se quell'opera, che nel 2003 era stata ancora una volta attribuita ad un "anonimo", potesse in realtà vantare un autore tanto celebre. Già nel 1998 si erano individuati i profili di due uomini, segreto celato dai colori e dalle forme di quei fiori appassiti, ma grazie alle nuove tecnologie è stato possibile compiere dei rilievi più accurati e precisi: attraverso la tecnica di scansione della macro-fluorescenza a raggi X, eseguita con l'elettrosincrotrone DESY nei laboratori dell'università di Amburgo, l'immagine dei due lottatori è diventata finalmente più nitida, svelando il grande arcano. La tela fu dipinta da Vincent Van Gogh e non è tutto: dei Lottatori conosciamo persino l'anno, il 1886, appena quattro anni prima della tragica morte del suo autore.

Tracce nel passato dei due "nuovi" dipinti – Alla fine del 1885, infatti, il pittore olandese si era trasferito dal piccolo centro di Neunen verso Anversa, dove rimase per i primi mesi dell'anno successivo, fino a decidere di spostarsi verso la Francia: risale al tempo della sua permanenza nella città olandese una delle tante epistole all'indirizzo del fratello Théo, in cui il giovane artista chiede un aiuto in denaro che gli consenta di acquistare una tela sulla quale aveva intenzione di ritrarre proprio due lottatori, secondo le modalità che l'École des Beaux-Arts di Anversa suggeriva ai propri allievi. Successivamente, fatto assai frequente tra i pittori per ragioni economiche, Vincent Van Gogh avrebbe deciso di coprire con una seconda opera la prima; il che spiegherebbe quelle dimensioni così abbondanti di un quadro in verticale che copre il precedente disegno sviluppato orizzontalmente. Definitivamente, dunque, quel "dipinto nascosto" è stata la chiave per risolvere il giallo artistico: ed ora il mondo si trova ad ereditare due "nuove" opere del folle genio Vincent Van Gogh.

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