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Un altro Natale sta arrivando, ma dopo 51 anni la Natività di Caravaggio è ancora dispersa

Trafugata in Svizzera, venduta a miliardari collezionisti senza scrupoli, oppure nascosta da Cosa Nostra chissà dove ed esibita come simbolo di potere durante summit tra mafiosi. Dopo oltre mezzo secolo quel che è certo è che anche a Natale 2020 la “Natività” di Caravaggio, una delle opere più preziose rubate e mai più ritrovate, non potrà essere ammirata da nessuno.
A cura di Redazione Cultura
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Dopo oltre mezzo secolo, il mistero della Natività di Caravaggio resta intatto. L'opera, intitolata la "Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi", fu trafugata la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo e tuttora non è stata ancora recuperata. L'olio su tela realizzato da Caravaggio, inserito dagli investigatori nella top ten mondiale delle opere d'arte trafugate e mai più ritrovate, ha un valore di mercato che si aggirerebbe oggi intorno ai 20 milioni di dollari secondo l'FBI. La sua storia è avvolta nel mistero e dopo cinquantuno anni ancora non è stata risolta, dopo il furto della mafia nel 1969 e forse ormai distrutta. L'unica certezza è che nemmeno questo Natale potremo ammirare l'opera raffigurante la nascita di Cristo del grande genio pittorico italiano. E forse, secondo i più pessimisti, non ci riusciremo mai più.

Il furto della Natività di Caravaggio per mano della mafia

Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre, nel cuore di Palermo, i boss di Cosa Nostra si intrufolarono nell'Oratorio di San Lorenzo e arrotolarono la "Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi" di Caravaggio in malo modo, facendo sgranare la tela. Una delle più alte testimonianza dell'arte di ogni tempo fu distrutta così. Ma come facciamo a sapere oggi che la tela è andata distrutta? Fu il pentito Francesco Marino Mannoia, durante il processo Andreotti nel 1996 a raccontare del presunto disastro di un gioiello arrotolato in fretta e portato via in segno di sfregio. Ma questa versione stride con quella di un altro pentito che ricorda il quadro affisso ai summit di mafia, come un trofeo, mentre sui giornali si sussurrava di losche ma non provate trattative da 60 miliardi di vecchie lire fra mediatori e trafficanti.

La leggenda delle riunioni di Cosa Nostra

Nel 2017, il mafioso Gaetano Grado asserisce che la tela sarebbe stata nascosta, ma all'estero: nel 1970 il boss Badalamenti l'avrebbe trasferita in Svizzera in cambio di una notevole somma di franchi ad un antiquario svizzero, giunto a Palermo per definire l'affare. Grado riferisce anche che Badalamenti gli avrebbe detto che il quadro era stato scomposto per essere venduto sul mercato clandestino.

Diverse poi le leggende che negli anni si sono diffuse sulla fine che avrebbe fatto il capolavoro del Caravaggio. Secondo alcune notizie mai del tutto confermate, dopo diversi tentativi di vendita andati a vuoto, la tela sarebbe stata seppellita nelle campagne di Palermo, insieme a cinque chili di cocaina e ad alcuni milioni di dollari, dal narcotrafficante Gerlando Alberti. Un'altra notizia affascinante ma dubbia fu data nel 1980 dallo storico e giornalista britannico Peter Watson, che dichiarò di aver avuto un contatto con un mercante d'arte in provincia di Salerno che gli propose la Natività, ma il terremoto del 23 novembre fece saltare l'incontro. Un altro pentito, infine, Salvatore Cancemi, dichiarò che la Natività sarebbe stata esposta durante alcune riunioni di Cosa Nostra come simbolo di potere e prestigio.

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