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Opinioni

Se esaltate Teresa Mannino perché siciliana, non le state facendo un favore

Teresa Mannino non rappresenta la Sicilia, anche se lo dite in buona fede e perché voi siete siciliani. Come del resto io non ho i geni di Margherita Hack ma per fortuna neanche quelli del Mostro di Firenze.
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A cura di Saverio Tommasi
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Teresa Mannino al Festival di Sanremo
Teresa Mannino al Festival di Sanremo

Vi dico la mia, ma non vi arrabbiate troppo: trovo stucchevole, al limite del fastidio di una manciata di sabbia nelle mutande, ogni volta che qualcuno (se pure in buona fede) sente la necessità di rimarcare la territorialità di un personaggio per esaltare una terra, in genere quella dove chi scrive o commenta ad alta voce è nato. Oggi leggo quasi ovunque: "Teresa Mannino orgoglio siciliano!". Ma accade sempre quando qualcuno ha successo, e fra le migliaia di esempi possibili: "Paolo Sorrentino vero napoletano!" o ancora: "Dante Alighieri poteva nascere solo a Firenze!"
Maremma che prurito quando leggo questa roba!

Per restare nei dintorni del Festival di Sanremo: ogni volta che leggo di qualcuno che vota un cantante in base alla città o alla regione in cui è nato, mi cade una palla. Leggo in queste ore chiamate alle armi e commenti fra l'allucinato e il devastato. Sarà che a me ogni giardino recintato pare una stronzata, come scegliere chi sposare in base a dove l'altra persona è nata.

Intendiamoci: io stravedo per Paolo Sorrentino, per Napoli e per Teresa Mannino, e ovviamente mi inchino a Dante Alighieri. Ma proprio per questo, dico: cosa c'entra la regione? Che c'azzecca la città? Sottolineare pubblicamente la città in cui (casualmente) i vari personaggi del momento sono nati, a me sembra più un giocare a chi ce l'ha più lungo. Insomma ti senti addosso qualche mancanza e per pareggiare scrivi sempre bene della città in cui sei nato, o dei personaggi che poi sono diventati famosi, esaltandone ogni aspetto, come se un like alla città fosse un like anche per te. Spoiler: non lo è. Un po' come pubblicare quotidianamente sui social le foto dei propri figli.
Sarà che al gioco del "vediamo chi ce l'ha più lungo" ho sempre perso, però proprio non mi piace. Lo trovo provincialotto, quartieristico, tiny. Un po' come incazzarsi per le parole inglesi nella lingua italiana.

Lo stesso fastidio lo provo nell'esaltazione di ogni cucina territoriale, perché il gusto rappresenta comunque una parzialità, un'abitudine, e quasi sempre anche un fattore di scarsa conoscenza del cibo del vicino.
Ragazzi, la Terra è un buco di cul* nell'Universo, godiamocela tutta, piuttosto che perdere tempo a sottolineare differenze, che ovviamente esistono, ma dalle quali possiamo uscire rinfrancati e non separati. Questa è la bellezza della diversità!

In fondo sono fortunato, sono nato a Firenze, e mi piacerebbe pensare che Roberto Benigni, Michelangelo, lo stesso Dante o Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Margherita Hack e Caterina de' Medici rappresentassero la Toscana, o in qualche modo i loro geni prosperassero in me, ma la verità è che io somiglio al genio di Leonardo da Vinci quanto al Mostro di Firenze. Le città non trasmettono geni. Se il tuo vicino è un figo, tu magari sei uno stronzo. Ma sapere questo è anche liberatorio: se il tuo vicino è un mostro, tu magari diventi un santo o qualcosa del genere. Insomma ci sta, è possibile ed è meraviglioso. E' una possibilità al di là degli schemi geografici.

Siamo impastati di fango, aria e terre lontane, non siamo un microcosmo. Ogni valle chiusa al mondo partorisce solo imbecilli. Apriamoci, perché ogni volta che non lo facciamo ammazziamo qualche sogno, da qualche parte.

E per concludere: ieri sera Teresa Mannino è stata eccezionale. Direi universale.

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Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
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