Sal Da Vinci: “Giorgia Meloni non mi ha chiesto Per sempre sì. Ognuno può farne ciò che vuole”

Sal Da Vinci smentisce che Giorgia Meloni abbia chiesto il permesso per usare “Per sempre sì” ai comizi per il Referendum: “La canzone è pubblica” e non svela cosa voterà.
A cura di Francesco Raiola
0 CONDIVISIONI
Sal Da Vinci e il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi
Sal Da Vinci e il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi

Sal Da Vinci ha negato che Giorgia Meloni gli abbia chiesto il permesso per l'uso di "Per sempre sì" per i comizi per il referendum sulla Giustizia. Durante il conferimento della medaglia della città in quanto vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo, il cantante ha dichiarato a Fanpage che la sua canzone è pubblica "ognuno ne fa quello che vuole". Il cantante ha anche detto che non dichiarerà se voterà sì o no al Referendum del 22 e 23 marzo: "il voto è una cosa personale" ha ribadito. In questi ultimi giorni si è rincorsa la possibilità che il comitato per il "sì" al referendum potesse usare la canzone del vincitore del Festival come sottofondo per i propri comizi. Una scelta che, come abbiamo scritto, non dipende da Sal Da Vinci.

Durante la cerimonia a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, dopo che il Sindaco della città gli ha conferito l'onorificenza, Sal Da Vinci ha voluto spiegare che la chiamata con Giorgia Meloni c'era stata, ma che non aveva riguardato la possibilità di utilizzo della sua canzone per la manifestazione politica. "Mi ha chiamato per farmi i complimenti, ed è finita lì. Ho letto tante fake news, la telefonata è durata 30 secondi, aveva altre due milioni di cose più importanti da fare" ha dichiarato il cantante che avrebbe parlato con la Premier nel giorno in cui è stato omaggiato allo stadio Diego Armando Maradona prima di Napoli Torino.

Il vincitore dell'ultimo Sanremo ha comunque voluto specificare che "Per sempre sì" è di tutti, e che chiunque può ascoltarla: "Se un giorno uno, chiunque esso sia, vuol ascoltare la mia canzone pubblicamente, lo può fare perché è stata pubblicata sulle piattaforme digitali, è un bene comune, tutti la possono condividere". Una riflessione che va a braccetto con quanto dichiarato subito dopo la vittoria sul palco dell'Ariston, ovvero che la sua era una vittoria del popolo, della gente: "Le canzone sono di tutti, non sta a me dire quella cosa o meno, certo se poi quella canzone vuole essere usata per spot pubblicitari non devono rivolgersi a me ma alla mia casa discografica".

Sal Da Vinci riceve l’onorificenza della città di Napoli dal Sindaco Gaetano Manfredi
Sal Da Vinci riceve l’onorificenza della città di Napoli dal Sindaco Gaetano Manfredi

A difenderlo ci ha pensato anche il Sindaco Manfredi che ha detto che esiste la libertà d'espressione, che consente a chiunque di dire ciò che pensa, ma che bisogna tenere separate le canzoni dalle "interpretazioni politiche e sociali che lasciano il tempo che trovano". Nei giorni scorsi, però, alcuni politici di destra hanno voluto usare la canzone facendo riferimento alla campagna referendaria, come ha fatto Ignazio La Russa, che ci ha scherzato o anche il vice coordinatore regionale della Lega in Campania, Severino Nappi che aveva postato un reel durante il Festival con la canzone in sottofondo e la scritta: "Quando ti dicono cosa voterai al referendum".

Intanto è bene chiarire che se Fratelli d'Italia o altri partiti volessero usare la canzone per le proprie manifestazioni politiche non c'è nulla che glielo impedisce. L'importante è mettersi in regola con la SIAE che ne gestisce i diritti. Basta pagarli e si può usare la canzone, dal momento che quando un artista si iscrive la società mette a disposizione l'intero catalogo. Discorso diverso è il caso in cui un artista si sentisse leso dall'unione tra la manifestazione e la canzone. A quel punto potrebbe rivalersi ma in sede legale.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views