“Non può esserci alcun censura”, Antonello Venditti contro il controllo sui testi rap

Antonello Venditti ha spiegato a Fanpage il suo pensiero sulla possibilità di creare un comitato che possa controllare i testi rap violenti.
A cura di Francesco Raiola
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Antonello Venditti
Antonello Venditti

Quando abbiamo provato a fermare al volo, nelle stanze del Ministero, il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano per chiedergli qualche maggiore informazione sulla questione dei testi violenti nella musica e del Gran Giurì per decidere quali possano essere accettati o meno, la risposta è stata che aveva parlato troppo durante la giornata e doveva correre al bar. Così Fanpage.it ha provato a chiederlo ad Antonello Venditti che ieri ha presentato il quarantennale di Cuore, l'album che contiene pezzi come "Notte prima degli esami" e "Ci vorrebbe un amico" oltre a una proposta per inserire la musica pop nella Costituzione.

A Venditti abbiamo chiesto cosa ne pensasse dell'idea del Sottosegretario Gianmarco Mazzi, che proprio ieri lo ha presentato ribadendo – un po' fuori contesto – l'idea di cui si è fatto portatore, sulla questione del Gran Giurì contro la violenza nei testi rap: "No, questa cosa è vietata, è vietato vietare, si chiama libertà. Poi quando uno scrive quello che deve scrivere ognuno avrà un certo tipo di risultato, ma non può esserci una censura perché neanche in nazioni depresse funziona così. Oggi il senso della libertà va rimesso al proprio posto" ha spiegato il cantautore, ribadendo un discorso di libertà che aveva fatto anche davanti agli studenti delle superiori con cui aveva discusso poche ore prima.

Il cantautore ha poi tenuto un incontro con i giornalisti per parlare proprio di questa proposta costituzionale e non solo. Riportiamo questa intervista collettiva come un botta e risposta:

Per chi riscriverebbe L'ottimista, oggi?

Beh, L'ottimista è ben incanalata in quel periodo, direi che oggi non c'è, anche perché c'è veramente poco per cui essere ottimista, nessuno ci prova a esserlo. Mi faccio le risate perché all'epoca ci fu una grande polemica perché Bobo Craxi scrisse "duro attacco di Venditti" al PSI, si mossero forze assurde, al di là della canzone che era ironica, carina.

Come si racconta ai ragazzi In questo mondo di ladri?

Chiunque va a sbattere lì, il Potere ci va a sbattere, forse la frase più bella di tutto l'album Cuore sta in Stella e dice: "E salvaci dall'odio e dal Potere". Quando ti spogli di ogni Potere, hai fatto perché non sei ricattabile, perché non vuoi niente, vuoi solamente la giustizia, la libertà e campare, vivere in maniera civile, amichevole.

In che modo vuole avviare il processo legislativo per portare la musica pop nella Costituzione?

È complicato ma fino a un certo punto, perché dal momento che se ne riconosce il principio, ovvero che la musica leggera fa parte della nostra Cultura, questa direttrice ci porta dritti verso maggiori aiuti, ed è una cosa che può essere accettata da tutti i partiti. È una proposta di legge che portiamo avanti io e l'avvocato Luca Pardo, l'iter è più complesso perché tutti devono accettare l'idea e devi avere l'unanimità, ovvero tutte le forze politiche devono accettare.

Ne ha parlato con altri suoi colleghi?

No, è impossibile, perché purtroppo l'Italia dei talent e della televisione, dei concerti e delle multinazionali, non ti permette un dialogo vero e approfondito, anche perché uno forse neanche lo sente questo problema. Non sanno di cosa si parla, perché ormai il condizionamento è talmente profondo che è difficile scrostarli dalle proprie convinzioni, dalla loro assoluta solitudine: pensate a quello che è successo a Sangiovanni, qua si gioca con la vita. Loro purtroppo hanno questa idea del finire, sono a scadenza, sanno che saranno superati dal nuovo, è veramente un precariato intellettuale, morale e spirituale che porta al suicidio, alla solitudine, all'angoscia, a non vivere più neanche la libertà: vedi fenomeni che sono stati costretti a cambiare, nati in maniera positiva in un certo mondo, si ritrovano in un altro modo perché si devono salvare, e non c'è una rete costituzionale che possa difendere la sanità mentale di questi ragazzi, messi l'uno contro l'altro a sbranarsi e a vedere la musica in un altro modo. Oggi le occasioni sono solo Sanremo e un talent: possiamo lasciare che le occasioni siano queste?

Mazzi l'ha definita un pacificatore della musica, lei si sente veramente così?

Io sono un pacificatore ma non rinuncio a niente delle mie idee, ma ho un atteggiamento positivo. Ho un istinto a fare, io faccio la mia parte, poi vediamo… Cerco di trovare i punti di contatto piuttosto che quelli di scontro. Se si ragiona così, tutto il mondo andrebbe un po' meglio.

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