Sta facendo il giro del mondo l'immagine dell'archeologo nello scavo di Negrar, zona collinare della Valpolicella, provincia di Verona. Sotto i vigneti, infatti, gli archeologi sperano di aver trovato un mosaico risalente all'antica Roma che, a quanto emerge dalle prime immagini pubblicate lo scorso 26 maggio, sembra essere in perfetto stato di conservazione. Cosa che, secondo la SAP Società Archeologica che ha diffuso le foto sarebbe in gran parte dovuto alla protezione che il terreno delle vigne avrebbe offerto al pavimento mosaicato di questa villa romana. Da tempo, fanno sapere gli archeologi, si presumeva che in quel sito si trovasse un importante insediamento di epoca romana, considerate le diverse scoperte realizzate negli anni scorsi le cui testimonianze sono state collocate ed esposte al Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona. Tuttavia, siccome gli ultimi scavi di un certo rilievo risalivano al 1922, non v'era certezza sullo stato di salute delle rovine.

La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Verona aveva ricominciato gli scavi la scorsa estate, su iniziativa dell’archeologo Gianni De Zuccato, che presto aveva finito per imbattersi in diverse porzioni di mosaico presumibilmente risalenti al primo secolo dopo Cristo. I lavori erano stati sospesi per la vendemmia della Valpolicella e ripresi in autunno, poi ancora fermi a causa dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. Finalmente, questo mese, sono ricominciati e in  un’altra volta e in pochi giorni si è arrivati al risultato che è sotto gli occhi di tutti, non solo in Italia: una grossa fetta di pavimento a mosaico in ottimo stato grazie alla protezione offerta nei secoli dal terreno agricolo.