Addio a Massimo Melotti. Il critico d'arte, 70 anni è morto all'ospedale di Vercelli, dove era nato nel 1950, in seguito a un malore dovuto a un tumore al cervello contro cui lottava da anni. Il giorno di Pasqua, il prossimo 4 aprile, avrebbe compiuto 71 anni. Melotti, critico d'arte contemporanea tra i più apprezzati e noti nel nostro Paese, si è sentito male durante una lezione in streaming ai suoi studenti dell'Accademia Albertina di Torino, dove insegnava Antropologia Culturale. Ha perso conoscenza durante la DAD ed è stato per due giorni in coma, prima di lasciarci, come riferisce Ansa in un comunicato. "Perdiamo un amico e un professore di grande valore, un fine intellettuale ironico e discreto" ha dichiarato Paola Gribaudo presidente dell'Accademia Albertina all'agenzia di stampa.

Melotti ha scritto numerosi libri di critica d'arte, dopo aver cominciato come giornalista in una emittente radiofonica di Vercelli, Radio City. Ha organizzato mostre, coperto il ruolo per anni di capo ufficio stampa e poi consulente di direzione del Castello di Rivoli e ha insegnato al Politecnico di Torino oltre che all'Accademia. Tra i suoi testi piu' noti ‘Opere di Pistoletto' (2011), ‘Vicende dell'arte in Italia dal dopoguerra agli anni Duemila' (2017) e ‘L'eta' della finzione. Arte e societa' tra realta' ed estasi'.

Molto noto nell'ambiente artistico torinese, dal 1990 era Consulente di Direzione del Museo d'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, dove ha coperto gli incarichi di Responsabile Organizzazione, Comunicazione, Relazioni Esterne. Consulente scientifico della Fondazione Pistoletto Cittadellarte di Biella, insegnava anche "Marketing dell'Arte" all'Università degli Studi di Torino.